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Il giovedì santo: cos'è e come si celebra

Il Giovedì Santo, molto seguito nel mondo ortodosso e un po’ meno in quello cattolico, è il giorno in cui si commemora l’ultima cena, quella con cui Cristo salutò i 12 apostoli e perdonò chi lo aveva…

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Il giovedì santo: cos'è e come si celebra

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Il Giovedì Santo, molto seguito nel mondo ortodosso e un po’ meno in quello cattolico, è il giorno in cui si commemora l’ultima cena, quella con cui Cristo salutò i 12 apostoli e perdonò chi lo aveva tradito.

È un evento che guarda al giorno dopo, una sorta di introduzione al “triduo pasquale”,
che di per se occuperebbe i giorni del venerdì santo, sabato santo e domenica di Pasqua.
Sono i giorni che rappresentano la Passione, Morte e Resurrezione del Cristo.

Ma tornando al giovedì: alcune Chiese cristiane osservano una Comunione speciale nel giovedì santo, in memoria dell’ultima cena.

E il rituale più noto anche ai non credenti, quello che riconcilia lo splendore della Chiesa con una società che la vorrebbe più umile, è la lavanda dei piedi, un gesto che rappresenta l’umiltà ma anche il dovere di mettersi al servizio degli altri (Giovanni, 13:3-17) e rievoca ciò che fece Cristo agli apostoli, dopo aver detto loro di celebrare la Comunione in sua memoria – “Prendete e mangiatene; questo è il Mio Corpo (…) Bevetene tutti; perché questo è il Mio Sangue della Nuova Alleanza, sparso per molti in remissione dei peccati” (Matt. 26:26).
“Fate questo in memoria di Me” (Luca 22:19) -.

Il Papa quest’anno ha lavato i piedi dei detenuti nel carcere di Paliano, in provincia di Frosinone.

In alcune regioni dell’Italia le famiglie sono solite visitare “i sepolcri”, cioè le lapidi dei defunti nelle Chiese. La tradizione sembra comunque piuttosto estranea al significato del “triduo” pasquale, e non è diffusa ovunque. Molto più frequente tra gli ortodossi.

In Italia, e ancor più in Spagna, sono impressionanti le processioni rituali, e quelle più famose si tengono a Siviglia, nel corso della Settimana Santa.

Qui potete ammirare le cerimonie dello scorso anno a Siviglia , oppure qui a Leon, o a Salamanca

Poi, in Spagna come nell’Italia meridionale, ci sono anche le tradizioni dei flagellanti, come a Verbicaro, in provincia di Cosenza. Ma vi invitiamo a vederne una molto più lontano, nelle Filippine

Con tutta evidenza, l’evento rappresenta la flagellazione di Gesù.

Molto più colorata la tradizionale processione delle Vare a Caltanissetta

Nel regno Unito, la Regina procede alla distribuzione del Maundy Money : ogni anno, la sovrana visita diverse cattedrali e distribuisce agli anziani delle monete d’argenton che hanno valore legale ma non circolano, visto il valore numismatico. La quantità distribuita dipende dall’età del monarca, e quest’anno la Regina ha 91 anni…

Spesso vengono fatte anche donazioni ai poveri con denaro ordinario.

Sempre in tema di denaro: ci spostiamo in Russia, dove si dice che contare tre volte il denaro in casa nel giovedì santo garantisca lunghi periodi di prosperità. Maattenzione, bisogna contarlo tutto. Converrà fare ordine, per non dimenticare qualche rublo quà o là… E quindi in molte famiglie il giovedì santo viene usato per le grandi pulizie (ma questa è in realtà soprattutto una questione pratica, perché il venerdì spesso si parte…).
Ah, ed è anche un giorno in cui non si deve prestare denaro: porta male.

Sarà collegato ai trenta denari di Giuda? Questo, non possiamo dirvelo.

In Francia, i fedeli si presentano come volontari per ricevere la lavanda dei piedi (questo spesso accade anche negli altri Paesi cattolici). Il centro delle celebrazioni pasquali è a Lourdes, nel santuario meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.
Lo stesso santuario ha realizzato questo video

E anche un altro

Va da se che anche in Francia le autorità ecclesiastiche procedono alla lavanda dei piedi nelle carceri.

Se si parla di Pasqua, comunque, si parla anche di tradizioni festive, come la caccia alle uova di cioccolato o l’esposizione di uova svuotate e dipinte, e soprattutto di tradizioni gastronomiche: non ci addentriamo nello spinoso tema dell’agnello (ma a parziale consolazione degli animalisti sottolineaiamo che quest’anno un ristorante su quattro non serve carne di agnello), parliamo invece di pane, alimento dall’alto valore simbolico, visto che si fa riferimento alla Comunione ma non solo: spezzare, condividere il pane è gesto che da sempre significa pace e concordia.

In Grecia si prepara lo Tsoureki, un pane dolce che conosce piccole variazioni nelle regioni circostanti.
In Italia a Pasqua si usa molto l’uvetta, nel pane: perché è simbolo di rinascita dopo la morte, in quanto si tratta di uva fresca essicata, e basta immergerla in acqua per rigenerarla (simboli a parte, è sempre stata molto usata, perché la frutta essicata aveva basso prezzo ed alto potere calorico, ed era quindi presente anche sulle tavole dei poveri).

E quindi si va dalla tradizionale pizza dolce marchigiana alla resta comasca al pan di ramerino, che in pratica è pane dolce con l’uvetta, olio extra vergine di oliva e rosmarino .