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United Airlines: manifestazione di protesta degli asiatici, scuse non bastano

Tra manifestazioni di protesta e campagne social per il boicottaggio, United Airlines paga le conseguenze dell’ultimo schock, lo sbarco manu militari di un passeggero che rifiutava di…

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United Airlines: manifestazione di protesta degli asiatici, scuse non bastano

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Tra manifestazioni di protesta e campagne social per il boicottaggio, United Airlines paga le conseguenze dell’ultimo schock, lo sbarco manu militari di un passeggero che rifiutava di scendere. In mattinata a Chicago ha protestato la comunità asiatica, che accusa la compagnia aerea di atteggiamenti discriminatori. L’uomo fatto scendere a forza dalla polizia aeroportuale è un medico di origine vietnamita.
La compagnia si era giustificata definendolo “belligerante, un elemento di disturbo” quando l’uomo si era rifiutato di scendere per consentire di porre rimedio all’overbooking del volo.

Un collega del medico dà in parte ragione alla compagnia:
“Di solito se qualcuno non ha posto per una ragione o un’altra, lo accompagnano, la sicurezza non ha bisogno di intervenire così. Dev’essere stata un’altercazione significativa tra due persone, se si è arrivati al punto che la sicurezza lo ha trascinato fuori”.

I passeggeri hanno ripreso la scena con i loro cellulari e l’hanno poi diffusa in rete. I video sono diventati subito virali, al punto che anche Donald Trump ha visto la scena e un noto anchorman televisivo ha fatto realizzare questo finto spot, per contestare una compagnia che solo lo scorso anno per overbooking ha fatto scendere d’ufficio oltre 3.700 passeggeri, mentre altri 62.000 hanno accettato di scendere volontariamente, allettati da ricompense che arrivano fino ai mille dollari.

In questo caso ai passeggeri erano stati offerti 800 dollari: tre avevano accettato, il quarto no ed è stato quindi espulso. Non è l’espulsione ad essere contestata, giacché la vendita di biglietti senza garanzia del posto è pratica diffusa ed ormai accettata: è la brutalità degli agenti ad essere messa in causa, ma la polemica si spinge fino alla richiesta di dimissioni del CEO della compagnia, le cui scuse non sono finora bastate.