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La diaspora turca in Europa divisa sul referemdum costituzionale


Redazione di Bruxelles

La diaspora turca in Europa divisa sul referemdum costituzionale

Cresce la tensione all’interno della comunità turca di Bruxelles, in vista del referendum del 16 aprile. Dopo il fallito colpo di stato a luglio, la diaspora turca in Europa è sempre più divisa. Quest’uomo, gulenista, ci spiega che a causa delle minacce ricevute ha dovuto chiudere il suo negozio. “Siamo stati presi di mira da alcune persone. Avevamo paura perché alcuni edifici sono stati colpiti da atti di vandalismo. Alla fine siamo stati costretti a chiudere a causa del boicottaggio commerciale.”

Sono circa 80 le denunce di minacce di morte registrate dalla polizia federale belga, cosi come sono molte le aggressioni contro i belgi di origine turca.
Secondo il quotidiano Le Soir, attraverso gli Imam la Turchia intende spiare i simpatizzanti di Gülen in Belgio. Questa sorveglianza discreta è iniziata a fine settembre e ha colpito 38 paesi, di cui la metà fa parte dell’Unione Europea.

“Al momento constatiamo in Turchia un’enorme pressione sulla campagna del NO – spiega Kader Sevinç, rappresentante a Bruxelles del CHP,maggior partito di opposizione-. La stessa pressione esercitata sui turchi che vivono nel cuore dell’Europa”.

Dal 15 Luglio 2016, giorno del fallito colpo di Stato in Turchia, le domande di asilo in Belgio sono aumentate sensibilmente. I cittadini turchi che hanno presentato domanda sono 678, un numero record pari alla somma delle richieste ricevute nel 2014 e nel 2015.

La riforma costituzionale proposta da Erdogan concentrerebbe il potere nelle mani del presidente, eliminando il primo ministro. Per il partito di governo, questo cambiamento è necessario per assicurare la stabilità nel paese.

“La Turchia avanza in parallelo con i valori europei – afferma Ruhi Açıkgöz, rappresentante dell’AKP presso l’Unione europea -. Con l’ultima riforma, la Turchia sta cercando di evitare il caos che si è verificato o potrebbe verificarsi a causa dell’attuale dualismo. Alla fine è il popolo che decide come vuole essere governato”.

Ben 120 000 elettori turchi hanno potuto votare in Belgio tra il 27 marzo e il 9 aprile. L’affluenza alle urne è stata massiccia nel Paese, dove storicamente il partito di Erdogan ha da sempre raccolto consensi.
Mustafa Kumral, esponente a Bruxelles del partito filo-curdo HDP, osserva che “il divario tra le persone si sta allargando.Questo inevitabilmente creerà seri problemi in futuro.”

Proprio lo scorso 30 marzo, il consolato turco a Bruxelles è stato teatro di scontri tra i sostenitori e gli oppositori del presidente Erdogan. Diverse persone sono state accoltellate, rimanendo ferite.

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