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Siria: nei Paesi musulmani la condanna degli attacchi statunitensi


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Siria: nei Paesi musulmani la condanna degli attacchi statunitensi

Alleato di Bashar al Assad, l’Iran ha condannato gli attacchi statunitensi in Siria, accusando Washington di “utilizzare false argomenti”.

Fra la folla che gridava “morte all’America”, l’ayatollah Mohammad Emami Kashani ha affermato che gli Stati Uniti “hanno creato terroristi in tutto il mondo”. “L’America è folle, se si osservano questi crimini, questi attacchi missilistici in Siria e quello che hanno fatto continuamente in passato. E le armi chimiche che hanno dato ai terroristi”.

Per le strade di Teheran opinioni simili a quelle dell’ayatollah.

“L’America non è capace di attaccare Paesi come l’Iran e la Corea del Nord, attacca la Siria che è in guerra da cinque anni. L’America vuole uccidere la Siria, mentre quest’ultima è debole e oppressa. Quell’attacco mi ha intristito molto”.

Favorirà l’Isil, secondo Hakim al-Zamili, presidente della commissione parlamentare irachena per la sicurezza e la difesa, vicino a Moqtada al-Sadr: “Ciò condurrà alla superiorità di una parte sull’altra e rafforzerà il terrorismo”.

Il nostro corrispondente in Egitto ha raccolto le reazioni per le strade del Cairo.

“Gli statunitensi vogliono soltanto occupare e controllare il Paese e la sua ricchezza, con l’obiettivo di sfruttare il popolo siriano e i partiti politici per servire gli interessi americani”.

“L’America con questi attacchi missilistici punta a rafforzare i propri interessi nella regione, non ad aiutare il popolo siriano, tutto questo accade con il pretesto che i Paesi occidentali e gli Stati Uniti disapprovano gli atti di Bashar al Assad”.

Mohammed Shaikhibrahim, euronews: “La nuova politica espressa dall’amministrazione di Donald Trump ha l’obiettivo di frantumare la Siria in zone di influenza suddivise fra le superpotenze, proteggere e salvare civili è soltanto un pretesto: è quello che sentiamo dire qui per strada”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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