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Scontro diplomatico fra Washington e Mosca dopo operazioni in Siria


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Scontro diplomatico fra Washington e Mosca dopo operazioni in Siria

Queste operazioni contro una base aerea del regime siriano Donald Trump le presenta chiaramente come rappresaglie per l’attacco con armi chimiche di martedì scorso. Durante un’allocuzione solenne alla tv, con il viso contrito, il presidente ha chiesto alle nazioni civilizzate di metter fine al bagno di sangue in atto in Siria.

Così Trump: “È stato nell’interesse vitale della sicurezza nazionale degli Stati Uniti al fine d’impedire e dissuadere la propagazione e l’utilizzo di armi chimiche. Non esiste alcun dubbio sul fatto che la Siria abbia fatto ricorso all’utilizzo di armi chimiche vietate ha violato gli obblighi assunti circa la convenzione di armi chimiche e ha ignorato le esigenze del Consiglio si Sicurezza dell’Onu”.

Queste immagini amatoriali girate con un telefonino mostrano la base di al-Chaaryate obiettivo delle operazioni americane.

Il ministro degli esteri russo Lavrov è di avviso totalmente contrario dato che Mosca è il migliore alleato di Bashar al Assad e del suo regime al momento: “Quello che è stato fatto basandosi su ragioni compeltamente inventate è paragonabile a quanto occorso nel 2003 quando Stati Uniti e Gran Bretagna con alcuni dei loro alleati hanno invaso l’Iraq senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in pieno sprezzo del diritto internazionale. Ma allora almeno ci hanno provato a a presentare alcune prove. Stavolta non si sono nemmeno presi il disturbo di inventare dei fatti. Si sono basati su alcune fotografie e hanno speculato su immagini di bambini”.

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