ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Ungheria: rifugiati nei container al confine, per Budapest non è detenzione


Ungheria

Ungheria: rifugiati nei container al confine, per Budapest non è detenzione

Il ministro degli Interni ungherese inaugura uno dei controversi campi per rifugiati in una zona di transito al confine con la Serbia. Tutti i migranti sono sistematicamente detenuti in queste nuove strutture, secondo la legge approvata un mese fa dal parlamento e criticata duramente dall’Onu e da gruppi a difesa dei diritti umani, mentre Bruxelles ha richiamato al rispetto delle regole comunitarie.

“Possono andare ovunque, ma non nell’Unione Europea. Non sono detenuti”, ha affermato Sandor Pinter. “Se io proteggo casa mia, le persone che si trovano per strada possono continuare a muoversi liberamente, ma non voglio che entrino da me”.

Il ministro degli Interni ha anche aggiunto che farà appello alla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani secondo la quale è illegale la detenzione nella zona di transito di due migranti che avevano denunciato Budapest.

Tutti i rifugiati – circa 400 secondo il Comitato Helsinki ungherese – saranno trasferiti dai centri di accoglienza esistenti verso i nuovi campi di confine, quello dove Budapest aveva fatto già erigere recinzioni lungo 175 chilometri.

“Qui non si sta bene”, dice un rifugiato iraniano. “E neppure passare quattro, cinque, sei mesi in Serbia. È molto brutto”.

Solo pochi potranno presentare domanda di asilo in queste strutture e la legge “avrà un impatto fisico e psicologico terribile su persone che hanno già sofferto tanto”, ha messo in guardia l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Federazione russa

Parlamento europeo chiede a Mosca di liberare oppositore Alexey Navalny