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San Pietroburgo: forse un kamikaze l'attentatore della metropolitana

Sarebbe un 22enne del Kazakhstan ma nulla è ufficiale; 11 i morti, 45 i feriti causati dall'esplosione nel vagone in viaggio

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San Pietroburgo: forse un kamikaze l'attentatore della metropolitana

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Il giorno dopo l’attentato che ha sconvolto San Pietroburgo sono ancora tanti gli interrogativi senza risposta. Il presidente russo Putin non si è sbilanciato e non ha cambiato la sua agenda, ha onorato i morti con dei fiori e fatto le condoglianze. Appurato che si tratta di terrorismo, chi dunque? E perché? Secondo la stampa russa sarebbe stato un kamikaze del Kazakhstan di 22 anni a fare 11 morti e 45 feriti sulla linea blu della metro alle 14.40 di questo lunedì.

Andrei Przhezdomsky del comitato nazionale russo anti-terrorismo, dice: “Un gruppo di specialisti dei servizi segreti, del ministero dell’interno e dell’unità di crisi è stato mandato a San Pietroburgo per indagare su questo crimine e gestirne le conseguenze”.

L’indagine continua; c‘è da capire se l’eplosione avvenuta mentre il treno era in viaggio tra le stazioni di Sennaya e Istituto tecnologico, pieno centro di San Pietroburgo, sia un’azione individuale o no. I media locali propendono per la prima ipotesi. Certo è che una volta scattato l’allarme e i controlli è stato trovato un ordigno inesploso nella stazione di Vosstaniya, era mascherato da estintore e conteneva un chilo di tritolo: una bomba potentissima e probabilemente maneggiata da esperti

Nulla di ufficiale sulla matrice dell’attacco, la stampa russa parla di diverse piste seguite dagli inquirenti, piste che portano all’Isil e al terrorismo islamista di matrice caucasica, tra l’altro tra loro legate, ma tutto è ancora da scoprire.
A San Pietroburgo, ma non a Mosca, l’allarme sicurezza è al massimo grado e il governatore della città ha invitato tutti ad essere vigili.