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Aiuti umanitari al centro della conferenza sulla Siria a Bruxelles


Redazione di Bruxelles

Aiuti umanitari al centro della conferenza sulla Siria a Bruxelles

Come aiutare la Siria, e rispondere ai bisogni umanitari di 13 milioni e mezzo di persone? La questione è al centro della conferenza internazionale che si svolge a Bruxelles nei giorni di martedì e mercoledì.

Bisogna innanzi tutto mettere fine ai crimini di guerra, avverte Mohammed Alhammadi dell’ong siriana Alliance: “Ho appena ricevuto delle foto dalla mia famiglia in Siria, in una zona a sud di Idlib, dove sono state usate armi chimiche e sono stati uccisi molti bambini. Non riesco a capire come possiamo parlare della situazione politica e di una soluzione politica con qualcuno che usa armi chimiche e che attacca il suo stesso popolo”.

L’obiettivo delle Nazioni Unite è di creare nuovi corridori umanitari e organizzare lanci aerei. Impossibile farlo se le parti non rispettano gli impegni al cessate il fuoco. Stephen O’Brien, sottosegretario generale dell’Onu per gli aiuti umanitari, avverte: “È di vitale importanza non solo affermare che i responsabili saranno puniti, ma anche raccogliere le prove, prove che un giorno saranno presentate per assicurarci che coloro che hanno violato leggi e principi siano puniti”.

La conferenza è presieduta da Unione europea, Germania, Kuwait, Norvegia, Qatar, Regno Unito e Onu. Oltre agli aiuti umanitari, la comunità internazionale vuol preparare la ricostruzione nel dopo guerra, argomento di cui si discuterà nell’incontro ministeriale di mercoledì. Una strategia che secondo fonti diplomatiche sarà presentata solo quando ci sarà un piano chiaro per la transizione politica.