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Tillerson in Turchia, Ankara esprime malumore per appoggio a curdi anti-Isil


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Tillerson in Turchia, Ankara esprime malumore per appoggio a curdi anti-Isil

“La sorte di Bashar al Assad sarà decisa dal popolo siriano”: nella sua prima visita in Turchia il segretario di Stato statunitense Rex Tillerson indica un primo orientamento della politica estera dell’amministrazione Trump in Siria.

Una posizione lontana da quella di Obama, che esigeva l’uscita di scena di Assad.

Per quanto riguarda le critiche turche al sostegno statunitense alle milizie curde che lottano contro l’Isil, Tillerson resta vago: “Abbiamo avuto una discussione molto buona, sia con il primo ministro sia con il presidente su come garantire la sicurezza in Siria. Abbiamo esaminato una serie di opzioni, c‘è stato uno scambio interessante a riguardo, e ci saranno ancora altre considerazioni da entrambe le parti”.

Ankara è contraria all’appoggio di Washington alle milizie dell’Unità di Protezione Popolare (YPG) che ritiene fortemente legate ai militanti del PKK, ed è irritata dall’annunciata partecipazione dei curdi all’offensiva su Raqqa.

Altro motivo di disaccordo è il caso Fetullah Gulen, il ministro degli Esteri Mevlut Çavuşoğlu insiste sull’estradizione: “In questo caso ci aspettiamo passi concreti, misure amministrative, soddisfare la nostra richiesta di arresto temporaneo”.

Secondo le autorità turche, il predicatore Gulen, che dal 1999 vive in Pennsylvania, è il mandante del fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Il presidente Erdogan lo accusa di aver messo in piedi uno “Stato parallelo” per rovesciarlo.

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