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I giovani e la società civile: la chiave per cambiare rotta all’Europa


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I giovani e la società civile: la chiave per cambiare rotta all’Europa

Un’Europa nuova, fatta di cittadini attivi, che vedano nell’Unione l’unica via possibile per un futuro migliore. Potrebbe essere riassunta così la lunga maratona di venerdì pomeriggio, organizzata dal Movimento Europeo in Italia, alla vigila dell’anniversario dei 60 anni dei Trattati di Roma.
Tre panel di discussione per altrettanti aspetti su cui dovrebbe attuarsi un cambiamento profondo dell’attuale Unione europea, ovvero: le città e i territori; i giovani e l’Europa come terra di diritti e solidarietà.

“Ai cittadini serve una risposta forte, servono motivi e non solo una maggiore conoscenza di cosa vuol dire essere cittadini europei e i diritti a esso correlati. Serve uno scatto in avanti di orgoglio per completare questo disegno che è rimasto incagliato a metà. Perché non possiamo pensare di vedere l’Unione Europea camminare con una gamba sola, se prima non costruiamo l’altra gamba: quella della piena integrazione”, ha affermato l’europarlamentare Elly Schlein.
A susseguirsi sul palco dell’aula magna dell’Università La Sapienza di Roma sono stati più di cento rappresentanti della società civile europea che hanno messo in luce l’importanza di ogni singolo cittadino nel “cambiare rotta all’Europa”, come afferma il titolo stesso dell’evento.

Un cambiamento il cui ruolo chiave può essere svolto dalle nuove generazioni, da quei giovani che hanno partecipato a uno dei dibattiti più attivi e interessanti della serata.

“Sono soprattutto i giovani oggi ad avere la necessità di creare una visione condivisa sul futuro dell’Unione Europea – ha affermato Olimpia Troili di Alternativa Europea – perché è chiaro che se non elaboriamo una visione condivisa su che tipo di Europa vogliamo tra venti, quaranta o cinquant’anni, non abbiamo neanche una bussola, un’indicazione verso dove viaggiare”.

Un ruolo ribadito anche Romano Prodi, che alla domanda di una ragazza su come le nuove generazioni possano contribuire al cambiamento, ha risposto: “Non si può più andare in giro a dire ai giovani che l’Europa ha portato la pace, ma bisogna fare in modo che i giovani stessi mettano in guardia i loro coetanei sul rischio di rimanere fuori dal cambiamento”.
Intanto, secondo l’ex Presidente della Commissione Europea, l’unica via percorribile per riprendere il cammino verso il processo di integrazione europea è quello di lavorare su un’Europa a più velocità, perché: “Stare insieme vuol dire fare delle politiche che riescono a raggruppare gli interessi di un numero sufficiente di Paesi, almeno nove, e andare avanti con questi Paesi”.

Oltre ai dibattiti e agl’interventi degli ospiti, sul palco sono intervenuti anche gli attori Fabrizio Giufini e Monica Guerritore, che hanno letto gli scritti di Don Milani e Ursula Hirschmann. Mentre ad animare la serata ci hanno pensato l’Orchestra Europea per la Pace, di Alexian Santino Spinelli, e la Scoop Jazz Band, un gruppo di giornalisti che a suon di tromba, sax e basso hanno trasformato l’evento in una festa.

Articolo di Maria Sara Farci

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