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Festival e Forum Internazionale Cinematografico sui diritti umani


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Festival e Forum Internazionale Cinematografico sui diritti umani

A Ginevra il Festival Internazionale Cinematografico sui diritti umani è il maggiore evento del genere dedicato ai drammi dell’umanità. Negli ultimi 15 anni il festival si è tenuto nel cuore della città elvetica in contemporanea con la maggiore sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite in marzo. In successione ad ogni proiezione si tiene generalmente un dibattito. Per la direttrice generale del Festival Isabelle Gattiker gli obiettivi sono chiari: “Attraverso questo festival vogliamo affermare che l’indifferenza non è piu’ assolutamente possibile nel 2017, dobbiamo impegnarci tutti, dobbiamo reagire, ognuno al suo livello. Nel sostenere un’associazione o nel mandare lettere per denunciare tutto quello che accade nel mondo. Siamo tutti protagonisti di questo mondo”

Il premio contro la tortura (« WORLD ORGANIZATION AGAINST TORTURE (OMCT) AWARD ») è andato alla franco britannica Manon Loizeau col suo documentario
« Silent War » sulle donne che sono state violentate nelle prigioni di Bashar al-Assad in Siria. La regista è nota per i suoi reportage di guerra. « Silent War » è ancora un work in progress.

Per la regista questo è il crimine perfetto perchè sono violentate e poi quando escono non possono parlare diversamente sono rifiutate dalle loro famiglie e a volte ci sono delitti d’onore. Non è un film sulla violenza è un film sulle donne siriane, quello che erano in precedenza, il loro sogno della rivoluzione e il momento in cui le cose sono cambiate su come vivono oggi.

I AM NOT YOUR NEGRO dell’haitiano Raoul Peck, ha avuto il premio GILDA VIEIRA DE MELL. Il film, già candidato all’Oscar, è un condensato della lotta per i diritti civili degli afroamericani.

La pellicola si basa sulle parole di James Baldwin, trenta pagine che l’attivista afroamericano avrebbe voluto trasformare nel libro Remember the house sulla vita di tre suoi amici assassinati: Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King.

Sotto i riflettori del festival anche 500 years della regista statunitense Pamela Yates dedicato al genocidio perpetrato per secoli contro le popolazioni indigene del Guatemala. Alla sbarra ci sono il generale Rios Montt e il deposto presidente guatemalteco Otto Pérez Molina. Tutto verte sui crimini orribili da loro commessi e taciuti dai mass media.

Pamela Yates, regista: “Viviamo in un tempo in cui bisogna resistere a governi autoritari, negli Stati Uniti in America Latina e in Europa e stiamo assistendo alla riduzione delle libertà della società civile. Quindi penso che possiamo imparare molto dalla saggezza dei Maya in termini di come organizziamo la nostra resistenza in tutto il mondo”.

The Geneva HumanRightsFilm Festival last night,awarded“Granito” directedby Pamela Yates (cont) http://www.twitlonger.com/show/9940bg

— Smita Dutta(@Smita_Dutta_) 14 marzo2011

Il festival e forum sui diritti umani di Ginevra hanno reso anche omaggio al regista cambogiano Rithy Panh conosciuto a livello internazionale per i suoi documentari incentrati sulle conseguenze del genocidio regime dei Khmer rossi in Cambogia.

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