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Francia: la corsa all'Eliseo fa tappa dagli industriali, Macron promette sgravi fiscali


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Francia: la corsa all'Eliseo fa tappa dagli industriali, Macron promette sgravi fiscali

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I candidati alla presidenza della Repubblica presentano i loro programmi economici alla confindustria francese.

L’esponente della destra, François Fillon, gioca in casa. La risposta alla fuga di cervelli è essenzialmente la libertà di avviare un’impresa, sintetizza in un tweet il candidato de Les Républicains che incassa anche l’appoggio del presidente degli industriali, secondo il quale il suo programma è il più pragmatico ed è il più vicino alle esigenze degli imprenditori.

Diversa l’accoglienza riservata alla leader dell’estrema destra, Marine Le Pen. Il suo programma protezionista mette paura alla Medef e la numero uno del Front National prova a rassicurarli sostenendo che i nuovi franchi, probabilmente, non perderebbero valore. La Le Pen attenderebbe l’esito delle elezioni politiche tedesche prima di chiedere l’uscita dall’euro.

“Lo Stato deve svolgere il suo ruolo incoraggiando le banche a finanziare le piccole e medie imprese e far rispettare i termini di pagamento”, scrive poi in rete, ignorando le previsioni degli analisti di Ubs in caso di una sua vittoria con un crollo degli indici del 35%.

Il favorito, Emmanuel Macron, promette alle imprese una maggiore flessibilità nel negoziare orari di lavoro e stipendi per rendere stabili le politiche di sgravi alle imprese. Macron sostiene che se non ci sono margini per le imprese, non ci sono investimenti.

Affrontando il tema della globalizzazione, l’ex ministro prevede di stabilire una regolamentazione, poi attraverso twitter aggiunge: “L’innovazione non si deve fermare, dobbiamo proteggere le persone attraverso la formazione”.

Reddito di cittadinanza e legalizzazione della cannabis le proposte del candidato socialista Benoit Hamon che vola a Berlino per incontrare Angela Merkel e il candidato della Spd alla cancelleria, Martin Schulz.

Al termine della visita, l’esponente della sinistra scrive: “Abbiamo parlato delle nostre convergenze sulla difesa europea e sull’energia e affrontato le nostre differenze sull’austerity”.

Hamon rischia il sorpasso ad opera di Jean-Luc Melenchon. L’ex trozkista ed ex insegnante sta portando via ai socialisti gli elettori più radicali e continua a chiedere agli indecisi che senso abbia votare per il suo ex partito.

Il candidato della sinistra radicale, che non esclude un’uscita dall’Unione europea in mancanza di un’armonizzazione fiscale e sociale, risponde agli industriali francesi proponendo l’aumento di 175 euro del salario minimo.

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