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Allarme infertilità in Europa: 25 milioni di persone colpite


Redazione di Bruxelles

Allarme infertilità in Europa: 25 milioni di persone colpite

Era il 1978 quando per la prima volta il mondo assistiva alla nascita di un cosiddetto bambino provetta. Quel neonato era Louise Brown. La fecondazone assistita aiutò sua madre, la quale non riusciva a concepire naturalmente.
Adesso a 38 anni Louise ha deciso di venire a Bruxelles per parlare dei problemi dell’infertilità. Secondo un recente rapporto, molte donne in Europa incontrano numerosi ostacoli ad accedere ai servizi di fecondazione assistita.
“Prima che mia madre fosse incinta di me – ci racconta Louise – si rivolse ai medici a causa della depressione. E il medico le disse che era il fatto di non poter avere figli a causarle la depressione. Quindi è necessario che le persone si rendano conto che per le madri o i padri non si tratta solo di avere un bambino, si tratta di poter creare una famiglia.”
Il rapporto pubblicato da Fertility Europe evidenzia che l’infertilità colpisce 25 milioni di cittadini europei.Tra i 9 paesi presi in considerazione (Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito) la Spagna e la Polonia sono quelli con il tasso di fertilità più basso, mentre Francia quello con il più alto.
Con questi numeri la popolazione in Europa rimane al di sotto del tasso di stabilizzazione, che è di circa 2 bambini per donna.
Su questo rapporto l’eurodeputato rumeno, la liberale Norica Nicolai, ha ospitato lunedì un dibattito al Parlamento europeo.
“Per risolvere questo problema – spiega – è necessario guardare alla politica interna e alle politiche sulla fertilità che devono essere incluse nella politica interna di tutti gli Stati membri.”
Per alcune organizzazioni pro-life la possibilità di fecondare un ovulo con uno spermatozoo al di fuori del corpo umano è discutibile. Secondo loro, è necessario concentrarsi sui rimedi che la medicina offre e sulle terapie per contrastare la sterilità piuttosto che procedere attraverso la fecondazione in vitro.
Louise sostiene che tutte le donne nell’Unione europea dovrebbero poter avere accesso alla fecondazione assistita se non possono concepire naturalmente.
A questa tecnica lei deve la sua esistenza, lei il primo bambino nato in provetta che adesso ha una famiglia tutta sua.