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Mogherini incontra Mahmud Abbas: "quella a due stati è la unica via praticabile per la soluzione del conflitto israelo-palestinese"


Redazione di Bruxelles

Mogherini incontra Mahmud Abbas: "quella a due stati è la unica via praticabile per la soluzione del conflitto israelo-palestinese"

La pace in medioriente è lontana.
A fronte di un dialogo sempre più difficile con Israele, Mahmūd Abbās, presidente palestinese, ha incontrato lunedì a Bruxelles i dirigenti delle istituzioni europee, che hanno ribadito il loro impegno verso una soluzione del conflitto che includa due Stati.
“Rimaniamo impegnati a una soluzione negoziata a due stati – ha dichiarato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini -che rimane per noi l’unica via praticabile per porre fine al conflitto e alle rivendicazioni. La politica dell’Unione europea in questo non è cambiata, la nostra posizione su Gerusalemme come futura capitale di entrambi gli stati non è cambiata e noi sosteniamo la presenza palestinese a Gerusalemme Est”.
L’Unione europea punta ad una soluzione concordata tra le parti, in cui lo Stato palestinese e quello di Israele possano coesistere entro confini riconosciuti. Come ha ricordato Abbas “gli accordi internazionali su cui ci basiamo, tra i quali la decisione dell’UE di favorire la pace nella nostra regione, prevedono tutti una soluzione a due stati in linea con i confini stabiliti nel 1967 che permettono a Palestina e Israele di vivere insieme in pace”.
L’agenda di Abbas è fitta di visite volte ad ottenere l’appoggio di attori chiave nella regione, tra cui quello di Putin con cui è previsto un incontro a Maggio.
In occasione della conferenza stampa di lunedì, il presidente palestinese ha anche dichiarato che si recherà negli Stati Uniti a seguito dell’invito ricevuto da Donald Trump, il quale però – proprio nel suo ultimo incontro con Netanyahu – ha messo in discussione la soluzione a due Stati storicamente sostenuta dagli Stati Uniti.
Continuano dunque ad essere loro i veri mediatori del processo di pace, ostacolato ulteriormente dalla recente decisione del Knesset di legalizzare la costruzione di insediamenti nei territori occupati palestinesi.