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Il futuro dell'integrazione europea vista dal Parlamento di Strasburgo.


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Il futuro dell'integrazione europea vista dal Parlamento di Strasburgo.

Isabel Kumar: “Se l’Europa ha raggiunto un punto di non ritorno, qual‘è stato l’errore? Qual‘è la situazione oggi? Divisioni e malcontento, niente di nuovo per l’Europa, ma stavolta i leader dell’Unione pensano di avere un piano per risolvere la situazione. Il progetto verrà messo a punto in pochissimo tempo. L’unità sembra essere la parola d’ordine. Ironia della sorte i leader europei introdurranno una divisione che non ha precedenti tra i Paesi membri, proprio durante le celebrazioni dell’anniversario dei Trattati di Roma che impegnarono tutti gli Stati a costruire legami sempre piu’ stretti. Consapevoli dei problemi dell’Unione, la commissione ha elaborato cinque proposte per il futuro. Ciascuna di esse prevede diversi livelli di integrazione, da un’Unione Europea ridotta alla gestione economica dello stretto necessario, attraverso un modello a due o piu’ velocità, fino alla completa integrazione della macchina europea. E che vi piaccia o no, i burocrati europei giocheranno un ruolo determinante per il futuro dell’Unione. Oggi siamo al Parlamento europeo; per capire se i deputati sono in sintonia con i cambiamenti che riguardano il futuro dell’Europa”.

Isabel Kumar: “Cominciamo con due uomini che hanno condizionato e continuano a condizionare il futuro dell’Europa, da due punti di vista politicamente opposti: Nigel Farage, una celebrità tra gli antieuropeisti, riuscito a vincere la partita dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. E Guy Verhofstadt, convinto difensore del progetto europeo nonchè negoziatore del Parlamento europeo sul dossier della Brexit. Iniziamo da lui”.

Isabel Kumar: “Lei è visto come il portabandiera del federalismo, ma pensa che il sogno di un’ Europa integrata sia morto e che verrà sepolto durante le celebrazioni dei Trattati di Roma?”

Guy Verhofstadt: “Io penso che la direzione giusta sia ancora quella del federalismo, altrimenti questo continente non sopravviverà. Per questo credo che sia giusto ricordare non solo i Trattati di Roma, ma soprattutto le idee originarie dei padri fondatori dell’Europa: un’unione politica, un’unione economica, una difesa comune, ed è esattamente questo quello di cui abbiamo bisogno nei prossimi decenni”.

Isabel Kumar: “Jean Claude Junker, il capo della Commissione, ha elaborato 5 ipotesi di roforma. Sembra che la soluzione delle diverse velocità sia la piu’ quotata”.

Guy Verhofstadt: “Siamo onesti, le diverse velocità esistono già oggi…”

Isabel Kumar: “Quindi non funzionerebbe?”

Guy Verhofstadt: “No, non funzionerà. In ogni caso ci sarà un gruppo principale che prenderà il comando. Piu o meno venti Paesi, forse 25, andranno avanti e poi un altro gruppo arriverà dopo. Questo lo vedo come possibile”.

Isabel Kumar: “Lei propone di estromettere i Paesi che non sono d’accordo ?”

Guy Verhofstadt: “Quello che vedo al momento è esattamente il contrario. Dopo il referendum sulla brexit, nella maggiorparte dei Paesi la gente chiede piu’ Europa”

Isabel Kumar:“In termini di difesa come funzionerebbe l’Europa di domani? Sosterrebbe l’idea di un esercito europeo?”

Guy Verhofstadt:“Si. Guardi per esempio a quello che sta succedendo in Siria. Cosa abbiamo fatto? Niente di niente. Eppure subiamo tutte le conseguenze negative del conflitto siriano. Per questo penso sia arrivato il momento di riorganizzarci”.

Isabel Kumar: “MI dice tre cose sulle quali è d’accordo con gli euroscettici?”

Guy Verhofstadt: “Quando dicono, ad esempio, che non siamo in grado di gestire la crisi dei rifugiati hanno ragione. Oppure quando sostengono che non abbiamo avuto risultati positivi nell’affrontare la crisi finanziaria…o ancora, sono d’accordo quando dicono che l’Unione Europea è troppo burocratica, ma la soluzione non è certo tornare indietro nel tempo e ricadere nel vecchio modello degli Stati Nazionali, un modello che nel ventesimo secolo ha creato molti problemi e tragedie”.

Isabel Kumar: “Se le chiedessi di definire l’integrazione europea su una scala da zero a cinque, dove zero equivale a zero integrazione e 5 al massimo di integrazione possibile, dove si collocherebbero gli Stati Uniti d’Europa di cui parla?”

Guy Verhofstadt: “Direi a metà, non sarebbe un problema”

Isabel Kumar: “Nigel Farage, L’Europa è a un punto di non ritorno?”

Nigel Farage: “Lo penso da tempo. Guardiamo i problemi sul piatto: in primo luogo la Brexit, che è la peggiore crisi mai vissuta prima dall’Unione. In secondo luogo le relazioni con la Turchia hanno perso il loro significato, e con l’estate la crisi dei migranti tornerà in agenda, per non parlare dei salari greci che dovranno essere pagati a luglio e, ancora, i problemi con le banche italiane…sullo sfondo la campagna per le presidenziali in Francia…La direzione di marcia è cambiata e stiamo tornando agli Stati Nazionali. Detto questo non vuol dire che la gente non voglia la cooperazione europea, molti la chiedono, ma non con un governo cosi centralizzato”

Isabel Kumar: “ lei si è sempre battuto contro l’idea di una difesa comune: la spaventa un esercito comune europeo?”

Nigel Farage: “Si”

Isabel Kumar: “Dopo il divorzio con la Gran Bretagna sarà una conclusione scontata?”

Nigel Farage: “La vittoria di Trump è stata usata dal signor Verhofstadt e dal signor Juncker come uno spauracchio…dicono di essere spaventati dal fatto che gli StatiUniti hanno abbandonato l’Europa e chiedono non solo un esercito europeo, ma addirittura armi nucleari. In verità Trump non vuole ritirarsi dall’Europa, ma pretende che i membri della Nato paghino le loro quote. Sarebbe potenzialmente pericoloso il pieno sviluppo di un esercito europeo con una sua politica estera e una propria dotazione di armi nucleari”.

Isabel Kumar: “Perchè?”

Nigel Farage: “Perchè conosciamo già la tendenza espansiva dell’ Unione Europea. E un allargamento a est, dice la storia, ci porta dritti verso il conflitto. Siamo in rotta di collisione con la Russia di Putin e se all’interno delle istituzioni europee si darà piu’ potere a questa classe dirigente, tenderanno a usarlo”.

Isabel Kumar: “Adesso che la Brexit è decisa nero su bianco, l’Unione Europea si restringerà?”

Nigel Farage: “L ‘Unione Europea oggi pensa che la Brexit sia un fenomeno isolato e che nessun altro Paese uscirà. Ma penso che si sbaglino. Loro continueranno a difendere il loro modello e non dico che una FREXIT, cioè l’uscita della Francia, si verificherà quest’anno, ma nei prossimi 3 o 4 anni si. Ne sono convinto”.

Isabel Kumar: “Se consideriamo l’integrazione europea su una scala da uno a cinque, dove si collocherebbe lei?”

Nigel Farage: “In termini di integrazione zero, se parliamo di cooperazione cinque”.

Isabel Kumar: “Come per la Brexit, sono le giovani generazioni che subiranno le conseguenze delle decisioni che saranno prese oggi. Ska Keller è un membro del gruppo dei Verdi. Giovane, dinamica, ambiziosa, vuole cambiare il mondo. Cominciamo con l’ Europa”.

Isabel Kumar: “Ska Keller, grazie di essere qui con noi. I giovani europei si avvicinano sempre di piu’ alle posizioni euroscettiche e ai movimenti populisti. Quale sarà secondo voi L’Europa del futuro?

Ska Keller: “In realtà io direi il contrario. La gente e i giovani in particolare realizzano solo ora che l’ unità europea non è ancora compiuta e che bisogna impegnarsi se la si vuole conservare. Il momento è arrivato”.

Isabel Kumar: “So che la questione dell’immigrazione le sta a cuore. Crede che sia possibile affrontare la crisi migratoria in un’Europa a piu’ velocità?”

Ska Keller: “Non sono una fan dell’Europa a piu’ velocità perchè rischia di lasciare indietro alcuni Paesi o regioni intere. Dobbiamo avanzare insieme. Ma ci sono cose che alcuni stati possono fare tra di loro, specie sul tema dell’asilo. Per esempio nuovi insediamenti. Bene, alcuni Stati potrebbero essere d’accordo, altri non vogliono fare passi avanti, ma intanto agiamo, molti rifiguati saranno accolti”

Isabel Kumar: Adesso diamo uno sguardo veloce alla questione del commercio. Lei era contraria al trattato sul commercio con il Canada ma oggi? E’ questo il futuro del commercio europeo?

Ska Keller: “L’ accordo di libero scambio con il Canada non è il futuro ideale. Ci sono molti punti critici. Si prevede un sistema giudiziario che privilegia gli investitori, per cui loro possono fare causa agli Stati, mentre se i miei diritti individuali vengono violati da una impresa, io non posso fare niente. Io voglio che ci siano scambi commerciali, ma devono essere sostenibili, rispettare l’ambiente e migliorare gli standard che ci siamo dati, non metterli in discussione”.

Isabelle Kumar: “Lei parla del pianeta. Il problema dei cambiamenti climatici è cruciale. Teme che con la crisi che attraversa l’Europa e i cambiamenti politici a livello globale, il dossier sul clima possa non essere piu’ all’ordine del giorno?”

Ska Keller: “Siamo la prima generazione a vedere concretamente l’impatto dei cambiamenti climatici, ma ache la prima generazione a poter fare qualcosa. Se non lo facciamo, sarà un disastro. Dobbiamo agire mentre siamo ancora in tempo”.

Isabelle Kumar: “Se le chiedessi di pensare all’integrazioene europea in una scala da uno a cinque, dove collocherebbe l’Europa del futuro?”.

Ska Keller: “Probabilmente direi 4, ma con molte riserve.

Isabelle Kumar: “Grazie di essere stata con noi.

Ska Keller: “Lascerà la risposta sulle “riserve” no?

Isabelle Kumar: “Viviane Reding è la nostra prossima ospite. Esaerta di politica europea, conservatrice, membro del partito popolare ispirato dai valori piu’ tradizionali”.

Isabelle Kumar: “Viviane Reding, sul tavolo ci sono cinque proposte per fare fronte ai tanti problemi che stanno scoppiando in Europa”.

Viviane Reding: “Prima di tutto il problema non è far fronte a una crisi. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito ponti e buttato giu i muri, credo sia un esempio per l’umanità per questo dobbiamo continuare cosi. Oggi ci sono scenari diversi sul tavolo, il mio scenario è la continuità, io voglio arrivare fino alla fine. Cioè garantire alle nuove generazioni un’ Europa federale”.

Isabelle Kumar: “Ma come si potrà affrontare la crisi economica, dal momento che non necessariamente tutti saliranno a bordo della nave?”

Vivian Reding: “L’Europa è la piu’ forte economia del pianeta, stiamo affrontando una crisi temporanea, esattamente come altre economie. Capire come farvi fronte è un problema da risolvere nel breve termine”

Isabelle Kumar: “Pensa che il futuro dell’Euro sia al sicuro?”

Vivian Reding: “Si, certo. E non vedo nessuna crisi dell’Euro. E’ la seconda valuta di scambio e di riserva del pianeta. Lasciamo che i Paesi che vogliono andar via se ne vadano. Sono una di quelle che non intende forzare nessuno a rimanere. Quello che è in crisi in questo momento sono le politiche nazionali di quei paesi che hanno semplicemente fatto un lavoro scadente”

Isabelle Kumar: “La giustizia e i diritti fondamentali sono temi a lei cari, ma in molte parti d’Europa quei diritti vengono violati.”

Vivian Reding: “Abbiamo versato miliardi di euro per cercare di risollevare questi Paesi. Ma la solidarietà non puo’ essere sempre una strada a senso unico”

Isabelle Kumar: “Di quali Paesi parla?”

Vivian Reding: “Posso citarle, ad esempio, la Polonia. O il presidente Orban, perche’ non credo che i cittadini ungheresi la pensino come lui. Questi Paesi stanno aprendo le braccia in attesa di ricevere aiuti, ma non sono capaci di dare nulla in cambio. Questo deve cambiare.

Isabelle Kumar: L’ultima domanda: in una scala da zero a cinque, dove “zero” singnifica nessuna integrazione, e “cinque” il massimo di integrazione possibile, dove colloca l’Europa del futuro?”

Vivian Reding: “Io la do intorno al 4 e mezzo. perchè nessuno è perfetto ma è questo il nostro obbiettivo”.

Isabelle Kumar: “Dopo la vittoria della Brexit e di Donald Trump, i populisti hanno iniziato ad alzare la testa. Il Fronte Nazionale francese nutre molte speranze per le prossime elezioni presidenziali. Abbiamo incontrato Nicolas Bay, in parlamento europeo dal 2014”

Isabelle Kumar: “L’immigrazione è una questione centrale per lei ed è un tema su cui l’Europa incontra molte difficoltà. Lei cosa pensa?”

Nicolas Bay: “Siamo di fronte a un’immigrazione di massa, voluta dai tecnocrati di Bruxelles nel nome del dogma della libera circolazione. Schengen è un fallimento totale, mette in pericolo i popoli. E’ urgente ristabilire le protezioni alle frontiere. Sono esistite per secoli e millenni e non c‘è alcuna ragione di non ristabilirle”.

Isabelle Kumar: “E allora, come regolerebbe l’immigrazione, con un taglio drastico e netto?”

Nicolas Bay: “Non bisogna solo ridurre drasticamente l’immigrazione, ma invertire la tendenza, cioè organizzare i rimpatri nei Paesi d’origine non solo per i clandestini, ma anche per quegli immigrati regolari che non hanno intenzione di restare fino alla fine del loro permesso di soggiorno”

Isabelle Kumar: “Il Fronte Nazionale continua a sostenere l’uscita dall’euro nonostante la maggioranza dei francesi si sia espressa contro l’abbandono della moneta unica?”

Nicolas Bay: “Oggi l’euro fa gli interessi della Germania a scapito degli altri Paesi. Bisogna cambiare il sistema. Bisogna ritornare a una moneta nazionale e consevare una moneta unica, che sia costituita da monete nazionali e che serva per gli scambi internazionali in modo da permettere a ciascuno di avere uno strumento che si adatti alla propria economia”

Isabelle Kumar: “L’estrema destra cresce in tutta Europa. Immaginate una specie di Unione Europea della destra estrema o avrete partner molto forti?”

Nicolas Bay: “Non esiste l’estrema destra, ma patrioti che emergono in tutti i Paesi europei. A Strasburgo abbiamo un gruppo formato da una dozzina di nazionalità. Non c‘è niente di estremista e ci collochiamo oltre la frattura tra destra e sinistra, ormai superata. Vogliamo la rinegoziazione dei trattati europei e se non ci sarà dato, andremo al muro contro muro con Juncker come ha fatto David Cameron. Allora proporremo un referendum per la FREXIT, per costruire, poi, l’Europa in modo diverso”.

Isabelle Kumar: “Se dovesse immaginare l’ Europa del futuro su una scala di integrazione che va da zero a cinque, dove la collocherebbe?”

Nicolas Bay: “Zero integrazione, ma una vera cooperazione”

Isabelle Kumar: “I populisti sono considerati maestri della comunicazione, un terreno su cui l’Unione non eccelle spesso. Ne parliamo con Tania Fajon, un’ex giornalista e una delle stelle nascenti del Parlamento europeo”.

Isabelle Kumar: “Si terrano a breve incontri cruciali per il futuro dell’Europa, il presidente della Commissione ha avanzato delle proposte. E’ questa la tabella di marcia per il futuro?

Tanya Fajon: “Sono rimasta un po’ delusa quando la Commissione ha diffuso il suo Libro Bianco. MI aspettavo delle direttive chiare, non cinque differenti scenari che stanno causando molte delle turbolenze a cui assistiamo. La gente si chiede se fanno parte di un’ Europa di seconda o terza categoria”.

Isabelle Kumar: “Lei crede che un Paese piccolo come la Slovenia, che è il suo Paese, sarà dimenticato da un’ Europa a piu’ velocità? Si sentirà la vostra voce?”

Tanya Fajon: “Vista dal punto di vista di un paese piccolo, questa ipotesi sembra estremamente pericolosa. Per noi sarebbe come camminare molto lontano, dietro agli altri”.

Isabelle Kumar: “Le celebrazioni per l’anniversario dei Trattati di Roma si avvicinano. Quale immagine vorranno dare i leader europei nella foto di famiglia finale?”

Tanya Fajon: “Immagino che le celebrazioni saranno molto sfarzose, e che si scatterà una bella foto di famiglia. Spero anche che il messaggio per i cittadini sia altrettanto forte”.

Isabelle Kumar: “L’Europa, e in particolare l’Unione Europea, ha un problema d’immagine. Le istituzioni sono spesso considerate come corpi isolati. E’ questa la vera immagine dell’Europa?

Tanya Fajon : “I cittadini si sentono molto lontani da Bruxelles e dalla sua elite politica. E’ arrivato il momento che i cittadini riprendano in mano il controllo del progetto politico. Guardiamo l’Europa di oggi e quella di sessanta anni fa. I progressi fatti sono straordinari. I parlamentari, e anche i media, devono raccontare il lato positivo”.

Isabelle Kumar: “Per finire, vorrei che lei provasse a immaginare il futuro dell’integrazione europea su una scala da zero a cinque. Qauale sarebbe per lei il futuro ideale per l’Europa?

Tanya Fajon: “Io direi quattro, in modo da avere molta cooperazione proprio dove è piu’ necessaria”.

Isabelle Kumar: “Nonostante le idee e le proposte sul tavolo il futuro dell’Unione Europea rimane piuttosto incerto, per usare un eufemismo. I leader che si riuniranno per l’anniversario dei Trattati di Roma sono consapevoli che cambiare passo non è piu’ solo un’opzione…ma una questione di sopravvivenza”

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