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Alle Svalbard la birreria più settentrinale del mondo

Una buona birra va bevuta ben fredda. Ghiacciata al limite. Chissà se quella prodotta al circolo polare artico potrà avvantaggiarsi delle temperature locali. Di sicuro però si tratta di una birra da record: il primo è quello della sua fabbricazione, nell’ultima città prima del Polo Nord, in Norvegia.

Poi è la sola birra a venire prodotta partendo dall’acqua di un ghiacciaio perenne, un’acqua formatasi almeno duemila anni fa.

In passato la birra era illegale sulle isole Svalbard, e la proibizione veniva giustificata con la necessità di ridurre i rischi per i minatori di carbone, tanti, che da sempre popolano queste regioni remote.

Perché Robert Johansen potesse fondare la Svalbard brewery:http://svalbardbryggeri.com/en/La è stato necessario un lavoro di lobby durato cinque anni, per ottenere dal governo norvegese una modifica in senso liberale.

“L’idea era quella di produrre qualcosa che parlasse di noi, la birra lo è, molti minatori qui ne bevono a litri”.

“Ma non vogliamo diventare troppo grandi. Vogliamo produrre al massimo tra 500.000 e 750.000 litri all’anno, questo ci basta per fare buoni affari”.

Il malto viene dalla Finlandia, il luppolo da diverse parti del mondo, e le lattine dal Galles. Un packaging obbligato: trasportare 20 bottiglie su una slitta può non essere facile, al Polo Nord.

Per un prodotto solitamente associato al caldo e al sole come la birra, non mancano gli estimatori anche tra i ghiacci. Un boccale di Svalbard non se lo fanno mancare i turisti.

La birreria più settentrionale del mondo ha servito la sua prima birra nel 2015, e ora ne produce di cinque diverse varietà.