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Il Nowruz dalla A alla Z: radiografia del Capodanno persiano


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Il Nowruz dalla A alla Z: radiografia del Capodanno persiano

Che cos‘è il Nowruz?

Il Nowruz è il Capodanno persiano. Celebrato da più di 3000 anni, coincide con il primo giorno di primavera. Rivelatore del suo significato sono i termini persiani che compongono la parola “Nowriz”: “now” che significa “nuovo” e “ruz”, che significa “giorno”. L’arrivo del “nuovo giorno” incarna quindi l’inizio di un nuovo anno e la rinascita della natura, apportata dall’equinozio di primavera.

Dove lo si festeggia?

Il Nowruz è festeggiato ben al di là dei confini iraniani. Dal Medioriente ai Balcani, passando per il Caucaso e ampie zone dell’Asia, a celebrarlo ogni anno sono circa 300 milioni di persone. Afghanistan, Albania, India, e Pakistan sono soltanto alcuni dei paesi coinvolti. A festeggiarlo sono anche i Tatari di Crimea.

Quando lo si celebra?

La celebrazione del Nowruz segna l’inizio della primavera. La data esatta varia però di anno in anno, in funzione del calendario solare. Nel 2017, il via dell’anno iraniano 1396 avverrà alle 11:28 CET del mattino del 20 marzo, le 13:58 in Iran.

Come lo si celebra?

La natura delle celebrazioni varia di paese in paese. Tendenzialmente comune è però una lunga preparazione, che consiste in approfondite pulizie della casa. Il martedì precedente l’arrivo del nuovo anno si dedica poi generalmente a un grande falò e il giovedì alla commemorazione dei morti. Culmine della giornata del Nowruz è poi un luculliano banchetto. Chiamato “Haft Sin”, che in farsi significa “sette S”, quest’ultimo prevede che sulla tavola imbandita si presentino sette alimenti che iniziano con la lettera “S”. Tra questi ultimi mele (“sib”), aglio (“sir”) e una specie di budino (“samanu”), che simboleggiano, rispettivamente bellezza e salute, medicina e abbondanza e ricchezza. Ulteriori celebrazioni sono poi inoltre previste il 13° giorno successivo a quello del Nowruz. Essendo diffusa la credenza che, in quell’occasione, restare a casa sia porti sfortuna, soprattutto gli iraniani hanno l’abitudine di trascorrere la giornata all’aria aperta, spesso organizzando picnic e barbecue.

Da dove viene la tradizione del Nowruz?

La festività del Nowruz risale a più di 3.000 fa e affonda le sue radici nel Zoroastrismo, la religione diffusa in Iran fino alla conquista araba dell’impero persiano, avvenuto nel VII sec. ad opera dei Sasanidi. Il nome deriva da Zaratustra, suo fondatore e profeta che predicava la fede in un essere supremo, Ahura Mazdā, che si oppone con forza a violenza e sete di potere che caratterizzano la società degli uomini.

Nowruz: i riconoscimenti di ONU e UNESCO

Nel 2010 l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la giornata internazionale del Nowruz. L’anno precedente il Nowruz era stato inserito nella lista dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO. Il Nowruz è stato ufficialmente riconosciuto anche dal parlamento canadese che, nel 2016, lo ha inserito per legge tra le festività nazionali.

Haji Firooz: il “Babbo Natale” del Nowruz

Personaggio folkloristico, nel suo aspetto vagamente assimilabile al Babbo Natale occidentale, vestito di rosso e colori sgargianti, con larghi pantaloni alla turca e faccia truccata di nero. Secondo la tradizione, Haji Firooz intrattiene i passanti, suonando il tamburello e intonando canti tipici, in cambio di qualche monetina.

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