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ONU: si dimette la direttrice dell'ESCWA dopo il rapporto anti-Israele

Rifiuta di ritirare contestato rapporto su Israele, e si dimette dalle Nazioni Unite: Rima Khalaf, responsabile dell’ESCWA, la Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidental

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ONU: si dimette la direttrice dell'ESCWA dopo il rapporto anti-Israele

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Rifiuta di ritirare contestato rapporto su Israele, e si dimette dalle Nazioni Unite: Rima Khalaf, responsabile dell’ESCWA, la Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale, ha annunciato le proprie dimissioni e nello stesso tempo denunciato le pressioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite affinché ritirasse il rapporto in cui si accusava Israele di apartheid nei confronti della popolazione palestinese.
Il rapporto invitava anche le Nazioni Unite ad appoggiare la campagna internazionale per il boicottaggio contro Israele.

“C’era da aspettarsi che Israele e i suoi alleati avrebbero messo un’enorme pressione sul Segretario Generale delle Nazioi Unite per il ritiro del rapporto, e il Segretario Generale mi ha dato istruzioni per il ritiro”, ha detto Rima Khalaf, giordana, in passato Ministro e Vice-Premier nel suo Paese.

Il rapporto, pubblicato mercoledì, aveva immediatamente suscitato le reazioni di Israele, il cui Ministro degli Esteri ne aveva definito “nauseabonde” le conclusioni.
Dopo l’accusa lanciata dalla dimissionaria Khalaf, da New York il portavoce del Segretario Generale risponde:

“Non è una questione di pressioni. Si tratta del fatto che il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha l’autorità per gestire l’organizzazione in un modo che sia effettivo e possa attingere gli scopi prefissati”.

Rimosso ora dal sito dell’ESCWA, il rapporto si può ancora trovare in internet

L’ESCWA è una Commissione con sede a Beirut, composta da soli Paesi arabi compresa l’Autorità Palestinese, indicata sul sito dell’organismo come “Stato di Palestina”. I relatori del rapporto, Virginia Tilley e Richard Falk, due statunitensi, affermavano che i Palestinesi subiscono discriminazioni nell’accesso all’istruzione, alla sanità, al lavoro e alla residenza.