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I Paesi Bassi lanciano un segnale a Germania e Francia

L’Europa tira un sospiro di sollievo a seguito del fallimento del leader populista Geert Wilders nelle elezioni olandesi.

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I Paesi Bassi lanciano un segnale a Germania e Francia

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L’Europa tira un sospiro di sollievo a seguito del fallimento del leader populista Geert Wilders nelle elezioni olandesi. Benvenuti su State of The Union.
Il presidente Francois Hollande ha parlato di “una netta vittoria contro l’estremismo”, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker lo ha definito “un voto per l’Europa” e Angela Merkel ha espresso la sua soddisfazione.
Ma il nazionalismo è in aumento, con o senza Wilders: come dovrebbe analizzare questo voto l’Europa, in vista delle elezioni in Francia ed in Germania?
Abbiamo posto la domanda a Louise Hoon, VUB, esperta di politica europea ed euroscetticismo all’Università libera di Bruxelles. Un’ intervista di Damon Embling.

È la rivelazione dei sondaggi: l’ecologista Jesse Klaver, spesso presentato come l’olandese Justin Trudeau è il personaggio della settimana: ha fatto del suo partito, Groenlinks la principale forza di opposizione di sinistra.
La crisi diplomatica tra i Paesi Bassi e la Turchia ha pesato sulla campagna elettorale. La tensione si è intensificata il giorno delle elezioni. Degli hacker, sospettati di essere vicini alle autorità turche, hanno deviato alcuni account Twitter, come quello del Parlamento europeo e di Amnesty International, per trasmettere messaggi di odio.
Germania e Paesi Bassi sono stati dipinti come dei nazisti. La retorica utilizzata dal presidente turco Erdogan contesta il divieto di raduni pro-governativi in diversi paesi europei.
Il colosso della stampa tedesca, il Bild Zeitung, si è rivolto direttamente al presidente turco: “Non è democratico e arreca danno al suo Paese. Qui non è il benvenuto!”.
Ankara ha minacciato di annullare unilateralmente l’accordo migratorio con l’UE. Secondo alcuni eurodeputati i negoziati di adesione della Turchia all’Unione europea dovrebbero essere interrotti.
Nel mezzo, la Commissione europea cerca in qualche modo di smorzare la tensione.

La regina Elisabetta ha dato il suo consenso all’ attivazione della Brexit, a seguito dell’approvazione data dai parlamentari britannici.
Theresa May ha detto che questo non è il momento giusto per un referendum sull’indipendenza della Scozia, rivendicato dal primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, il cui paese vuole invece rimanere in Europa.
Un’Europa che non si “lascerà intimidire “durante i negoziati: tra Londra e i suoi partner i toni si scaldano.

È il nostro personaggio in discesa della settimana: l’ eurodeputato polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke non potrà rappresentare il Parlamento europeo per un anno, per aver pubblicamente affermato che le donne sono “meno intelligenti”.
Proprio la Polonia potrebbe far deragliare le celebrazioni dei 60 anni del Trattato istitutivo della Comunità europea che si terranno a Roma durante il fine settimana.
Ma prima, il 22 marzo, Bruxelles si raccoglierà per ricordare le vittime degli attentati terroristici che un anno fa hanno devastato la capitale europea.
E lunedì spazio al primo dibattito tra i candidati alle elezioni presidenziali francesi: una novità visto che in Francia tale dibattito non hai mai preceduto il primo turno.

Grazie per averci seguito e buona settimana a tutti