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Egitto: la statua non è di Ramsete, ma di Psammetico


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Egitto: la statua non è di Ramsete, ma di Psammetico

Ramsete II non è più lui: l’enorme testa affiorata dal fango dopo centinaia d’anni, seguita poi dal busto per un totale di otto metri, non raffigura Ramsete II come si era creduto al momento della scoperta, una settimana fa nei pressi del Cairo.
La colossale effigie sarebbe invece di Psammetico I, il capostipite della ventiseiesima dinastia, con la quale iniziò il cosiddetto Periodo tardo dell’antico Egitto. Psammetico visse intorno al 600 AC, cioè sei secoli dopo Ramsete II.

“Le dimensioni della statua dimostrano la grandezza del tempio nell’antico Egitto, perché la statua è di otto metri e questo significa che la porta era di almeno quindici metri, e quindi lì c’era un enorme tempio principale”, argomenta il direttore delle antichità della regione di Al Matarya.

La statua è stata trovata sotto due metri d’acqua e almeno un metro di fango: un ritrovamento importante come non ne avvenivano da molti anni, ad Al Matariya, l’antica Eliopoli, alle porte del Cairo.

Il co-direttore della missione, un egittologo dell’Università di Lipsia, spiega che Eliopoli era estremamente importante, ma fu depredata per secoli. Le pietre furono usate per costruzioni al Cairo, alcuni obelischi e altri reperti portati altrove nel mondo. Non restava quasi nulla dopo la missione di Napoleone, ed è quindi quasi un miracolo che le nuove tecniche abbiano ora consentito di trovare una statua dalle dimensioni ciclopiche, con possibili ulteriori ritrovamenti in futuro.

“Una parte importante delle rovine dell’antico Egitto è ancora nascosta sotto terra, a dimostrazione di una delle più lunghe civiltà della storia mondiale. Una civiltà i cui simboli e segreti continuano a sconcertare”, dice l’inviato di euronews.

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