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La battaglia di Lilian Tintori e delle donne Venezuelane


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La battaglia di Lilian Tintori e delle donne Venezuelane

Continua senza sosta la sua battaglia per far tornare in libertà suo marito ed altri prigionieri politici in Venezuela. Lilian Tintori è la moglie di Leopoldo Lopez, economista e leader del movimento “Volontà Popolare” contro l’allora regime di Hugo Chavez e imprigionato nel 2015 con una sentenza che lo ha condannato a tredici anni e nove mesi di detenzione. Giudizio arrivato dopo un processo di 19 mesi additato da gran parte del mondo come un atto di persecuzione politica da parte dell’attuale governo di Nicolas Maduro. Lopez è rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, a nord di Caracas dopo essersi consegnato alle autorità che lo indicavano come responsabile degli incidenti scoppiati al termine di una manifestazione studentesca che hanno portato anche alla morte di tre persone, ma per questo scagionato da una inchiesta giornalistica che ha scoperto che a sparare ed uccidere erano state le forze di polizia. Lilian ha tatuata sul polso la scritta “Venezuela”, in corsivo, simbolo della resistenza al chavismo. Lo scorso anno arrivo’ anche al gesto di incatenarsi in Piazza San Pietro, in Vaticano per chiedere udienza a Papa Francesco. Euronews l’ha incontrata in esclusiva con il nostro inviato Alberto De Filippis. “Dei primi tre anni che mio marito Leopoldo è tenuto prigioniero, ne ha passato uno da solo in una torre di quattro piani, con nessuno con cui parlare ed ogni giorno è sempre peggio. Prima poteva scrivere e leggere, ora non piu’ neppure scrivere una lettera. Non ha mai ricevuto la corrispondenza privata che è un diritto fondamentale. Leopoldo non puo’ comunicare con la sua famiglia per telefono, neppure con un sms ed è l’unico detenuto in Venezuela senza questo diritto. Non puo’ comunicare con la sua famiglia e con i suoi figli”.

IL TWEET DI LILIAN TINTORI

Lilian Tintori non è sola nella sua battaglia, al suo fianco anche Mitzy de Ledezma, moglie del sindaco di Caracasa, anche lui arrestato su ordine del Governo Maduro. “Oggi è il dodicesimo giorno di isolamento e l’isolamento è una autentica tortura. Noi siamo qui all’ingresso del carcere e siamo state anche molestate dai militari di guardia che volevano impedirci di restare qui. C‘è anche, lo vedete, un ufficiale che sta registrando un video con il suo telefono. Filmano qualsiasi cosa facciamo qui davanti. Ma noi stiamo solo chiedendo il diritto di vedere Leopoldo”.

La Tintori ha recentemente incontrato anche Donald Trump per ribadire che le venezuelane sono determinate a combattere per riappropriarsi del proprio futuro e di quello del loro Paese.

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