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Un summit per tracciare il futuro dell'Ue


Redazione di Bruxelles

Un summit per tracciare il futuro dell'Ue

Due giorni per gettare le basi del futuro dell’Europa. È l’obiettivo del vertice dei capi di Stati e di governo dei Ventotto che si tiene giovedì e venerdì a Bruxelles. Un futuro quanto mai incerto, con un’Unione in piena crisi, fra spinte centrifughe, populismi e minacce esterne.

Lunedì i leader dei quattro paesi maggiori dell’Unione europea – Germania, Francia, Spagna e Italia – a Versailles hanno avallato l’idea di un’Europa a più velocità, per non permettere ai paesi più riluttanti ad avanzare su alcuni temi sensibili di rallentare gli altri. Uno scenario che verrà discusso il 25 marzo, in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Quando si terrà il primo vertice ufficiale senza il Regno Unito.

A fine mese, infatti, in base al calendario deciso dalla premier britannica Theresa May, Londra dovrebbe innescare l’Articolo 50 del Trattato di Lisbona, che darà il via ai negoziati per la Brexit. Un calendario che però rischia di vedere qualche ritardo, se si prolungano le discussioni nel parlamento britannico, dopo gli emendamenti votati dalla Camera dei Lord.

Ad aprire il vertice di giovedì sarà però una discussione su un futuro molto più immediato: quello del presidente del Consiglio europeo. Il polacco Donald Tusk, benché boicottato dai suoi stessi connazionali, non dovrebbe avere difficoltà a farsi confermare per un secondo mandato.