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Schiaffo dei Lord alla Brexit: "Sì al diritto di veto del Parlamento"

La Camera alta approva un emendamento. La palla ora ai Comuni (che hanno i numeri per rovesciare il voto)

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Schiaffo dei Lord alla Brexit: "Sì al diritto di veto del Parlamento"

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Sulla Brexit la Camera dei Lord infligge un nuovo rovescio al governo di Theresa May, approvando un emendamento che riconosce al Parlamento britannico il diritto di veto sull’attivazione dell’iter per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. 366 i voti a favore e 268 i contrari.


L’annuncio dell’esito del voto anche sull’account Twitter della Camera dei Lord

“Il Parlamento sia custode della sovranità nazionale”



“È importante che la sovranità parlamentare sia affermata con decisione – twitta il laburista Lord Peter Hain -. Spero che la Camera dei Comuni concordi”

Se i sostenitori dell’emendamento lo motivano con il fatto che il Parlamento debba “ergersi a custode della sovranità nazionale”, tra i banchi laburisti c‘è chi si spinge anche oltre, invocando una nuova consultazione popolare: “Questo è il tema più controverso con cui si è trovata alle prese la mia generazione politica e continuerà ad esserlo – ha detto Lord Peter Hain -. Ritengo che un referendum che affida al popolo l’ultima parola è un modo per riunire il Paese attorno a un verdetto. Un processo iniziato con un referendum dovrebbe terminare con un referendum. Ed è per questo che appoggio questo emendamento”.

La palla ai Comuni (che hanno i numeri per rovesciare il voto)


Il progetto di legge per l’attivazione dell’art. 50 del Trattato di Lisbona passerà – con ogni probabilità la prossima settimana – alla Camera dei Comuni, dove la maggioranza conservatrice promette di rovesciare il voto dei Lord e dispone dei numeri per farlo. La Camera bassa del Parlamento britannico si era già in passato pronunciata contro il riconoscimento di un diritto di veto al Parlamento.

Dai Lord già un primo sgambetto alla Brexit: il voto in difesa dei diritti dei cittadini UE


Sempre la Camera dei Lord, all’inizio del mese aveva inflitto una prima battuta d’arresto al progetto di legge sull’attivazione della Brexit, approvando un emendamento che chiede il rispetto dei diritti dei circa 3,3 milioni di cittadini europei già residenti nel Regno Unito.