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Merkel replica a Erdogan: "Germania nazista? Commenti ingiustificabili"

Senza appello la risposta della cancelliera tedesca: "Paragoni del genere sminuiscono la portata dei crimini contro l'umanità commessi dai nazisti"

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Merkel replica a Erdogan: "Germania nazista? Commenti ingiustificabili"

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Ingiustificabile il paragone tracciato da Erdogan fra la Germania di oggi e quella nazista. È senza appello la replica della cancelliera Angela Merkel ai commenti del presidente turco alla decisione di diverse città tedesche di non ospitare comizi politici in vista del referendum di aprile in Turchia, nel quadro della crisi diplomatica innescata dall’arresto del corrispondente del quotidiano die Welt, Deniz Yücel.

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"Diego Giuliani"

Berlino e Ankara: ormai l’accento è sulle differenze

Come già negli scorsi giorni il Ministro degli esteri Sigmar Gabriel, Merkel ha messo l’accento sulle differenze che separano Berlino da Ankara: “Ci sono punti di vista profondamente diversi tra Germania e Turchia – ha detto -: in merito alla libertà della stampa, in merito al destino degli oltre cento giornalisti in carcere e in merito a quello del nostro connazionale Deniz Yücel”.

Facendo eco a quello del portavoce del governo Steffen Seibert, la cancelliera tedesca ha inoltre sottolineato come simili paragoni “sminuiscano la portata dei crimini contro l’umanità commessi dal regime nazista”.

La denuncia di Amnesty International: “120 giornalisti dietro le sbarre in Turchia. È record mondiale”

L’arresto del corrispondente del quotidiano die Welt per propaganda e istigazione al terrorismo ha riportato in Germania l’attenzione sul tema della libertà di stampa in Turchia.

Su Twitter gli appuntamenti per due delle tante manifestazioni che ormai si susseguono praticamente ogni giorno: il 7 marzo alle 17:30 ad Amburgo e il 10 marzo alle 15:30 una sfliata in bicicletta per le vie di Müster

A manifestazioni ormai quotidiane fa eco su Twitter la denuncia di Amnesty International: “La Turchia – sostiene – è il Paese con il più alto numero di giornalisti in prigione del pianeta. I 120 che oggi tiene dietro le sbarre sono un terzo del totale mondiale”.

Qui il link al comunicato (in tedesco) di Amnesty International