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Iraq, Onu sospetta uso armi chimiche a Mosul. Migliaia in fuga

L’Onu indaga su almeno 12 casi di civili che potrebbero essere stati vittima di attacchi chimici durante l’offensiva per riprendere il controllo di Mosul, roccaforte dell’autoproclamato Stato Islamico

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Iraq, Onu sospetta uso armi chimiche a Mosul. Migliaia in fuga

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L’Onu indaga su almeno 12 casi di civili che potrebbero essere stati vittima di attacchi chimici durante l’offensiva per riprendere il controllo di Mosul, roccaforte dell’autoproclamato Stato Islamico in Iraq.

La denuncia arriva dal personale medico della vicina città di Erbil dove sono state ricoverate le persone ferite nell’offensiva militare avviata la scorsa settimana dalle forze governative irachene.

Secondo Sara al-Zawqari, portavoce in Iraq della Croce Rossa Internazionale, i sintomi sono evidenti: “Dal 1 di marzo l’ospedale in cui lavora la nostra equipe di medici e chirurgi ha trattato 15 persone che mostravano i sintomi di diversi tipi di esposizione ad agenti chimici: dalle piaghe, alle intossicazioni, al vomito, alle irritazioni oculari” spiega.

Intanto la fuga da Mosul si è già trasformata in un esodo di massa: 45.000 persone sono scappate verso i campi rifugiati in poco più di due settimane.

“L’esercito aveva detto di avere informazioni certe che l’Isis avrebbe attaccato con armi chimiche. Allora siamo dovuti scappare, lasciando le case, i soldi, tutto quel che avevamo” racconta un abitante di Mosul.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni 200.000 persone avevano già lasciato Mosul sin da quando erano cominciati i combattimenti a metà ottobre. Da allora diverse migliaia di persone avevano poi fatto ritorno alle proprie case. Per essere nuovamente costrette a sfollare negli ultimi giorni.