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Mosul, scacco finale al Califfato


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Mosul, scacco finale al Califfato

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Nuova offensiva militare finalizzata a liberare interamente Mosul dalla presenza dei miliziani dell’autoproclamato Stato islamico.

L’esercito iracheno, appoggiato dalle forze della Coalizione, dopo aver strappato all’Isil tutta la parte sud-orientale della città, hanno fatto evacuare altri ottomila civili nelle ultime 48 ore dai quartieri occidentali dove la battaglia si sta intensificando di ora in ora. Una situazione drammatica per i profughi che non hanno più nulla. “Stiamo morendo di fame. Non abbiamo più cibo. La fame e i bombardamenti ci hanno costretto ad abbandonare le nostre case. Siamo esausti e stanchi”, racconta un giovane iracheno.

Le persone evacuate si trovano in campi profughi temporanei dove iniziano a scarseggiare cibo, acqua, e medicinali. Il governo iracheno punta il dito contro le Nazioni Unite chiedendo di fare di più per aiutare i profughi in fuga. Una situazione che potrebbe peggiorare con l’avanzata dei governativi nei quartieri del centro.

Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta indagando sui 12 civili, tra cui donne e bambini, feriti nella battaglia in corso a Mosul, che presentano lesioni e sintomi da esposizione a gas tossici. Se l’uso di armi chimiche dovesse venire confermato, fa sapere Lise Grande, coordinatrice umanitaria Onu per l’Iraq, “si tratterebbe di una grave violazione della legislazione umanitaria internazionale e un crimine di guerra”, indipendentemente dagli obiettivi e dalle vittime dell’attacco.

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