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Germania: l'8 marzo si incontrano i ministri degli Esteri turco e tedesco


Turchia

Germania: l'8 marzo si incontrano i ministri degli Esteri turco e tedesco

I ministri degli Esteri di Germania e Turchia si incontreranno il prossimo 8 marzo a Berlino. La riunione si è resa necessaria dopo che le autorità tedesche hanno cancellato tre manifestazioni a cui avrebbero dovuto prendere parte i ministri turchi della Giustizia e dell’Economia. A Gaggenau intanto è rientrato un allarme bomba al municipio. Le autorità tedesche sospettano che la telefonata che annunciava la presenza di un ordigno sia legata alla cancellazione della manifestazione in programma nella cittadina.

“Mi sento assolutamente preso in giro dal modo dei turchi di trattarci qui, nella Germania democratica – dice Henk Van Bentham, sindaco del distretto di Porz, a Colonia (dove avrebbe dovuto svolgersi un’altra manifestazione) – e sono dell’opinione che questo non abbia nulla a che fare con le persone che hanno origini turche, a cui piace vivere nel nostro Paese”.

In Germania i ministri di Ankara avrebbero sponsorizzato il sì al referendum costituzionale del 16 aprile chiedendo il voto al milione e mezzo di cittadini di origine turca aventi diritto. Se il sì dovesse vincere la Turchia diventerebbe una repubblica presidenziale e i poteri di Erdogan crescerebbero a dismisura.

“In Germania – dice un uomo – non credo che questo sia giusto e il governo turco attuale va nel senso della propaganda”.

“Quello che penso sia sbagliato – dice invece un altro turco che vive in Germania – è che qui alla propaganda del PKK, che è inserito nella lista dei gruppi terroristici, è concessa qualsiasi cosa, per loro tutto è possibile. Ma a un ministro turco non è permesso parlare. Per le autorità tedesche c‘è un doppio standard”.

Lo scorso 18 febbraio il premier turco Yildirim era riuscito a fare campagna elettorale a Oberhausen davanti a più di diecimila persone. Esattamente il giorno prima a Istanbul era stato arrestato Deniz Yücel, il corrispondente in Turchia per il quotidiano tedesco Die Welt. L’uomo è accusato di propaganda terroristica. Berlino continua a chiederne la scarcerazione.

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