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Ungheria. Nel villaggio di Mohàcs, dove si celebra la fine dell'inverno


Ungheria

Ungheria. Nel villaggio di Mohàcs, dove si celebra la fine dell'inverno

Una mandria di montoni antropomorfi. Un villaggio nel Sud dell’Ungheria. Una tradizione legata al carnevale che affonda le proprie radici all’inizio del XVI secolo.

A Mohács la festa dei Busos attira migliaia di persone da tutto il Paese. Come molte se non tutte le feste di carnevale gran parte del suo significato è legato al desiderio di cacciare i rigori dell’invero. Per farlo i Busos (questo il nome dei bizzari protagonisti della festa) cercano di creare il massimo caos possibile.

“Alcuni Busos ti lasciano cadere delle piume sulla testa, altri ti danno delle caramelle, altri ti fanno una carezza” dice uno dei Busos venuti ad animare la festa.

Sorta di fauni o benevoli demoni con un’evidente aspetto animalesco, i Busos sono tendenzialmente soggetti a calorose profusioni…

“Erano in 6, si sono messi a saltarci attorno, ci toccavano anche ma, francamente, senza malizia. Va presa per quel che è, una festa, e più ci si rilassa più ci si diverte” ammette una ragazza che partecipa ai festeggiamenti.

Anche la corrispondente di euronews Andrea Hajagos ha avuto un incontro ravvicinato con i Busos e ha tentato invano di registrare il suo commento…

Le celebrazioni durano ogni anno 6 giorni. Sei giorni in cui il menù non lesina in termini vin brulé ricco di spezie, dolci tipici della tradizione locale, musiche, canti e danze del folclore ungaro. E ovviamente il grande falò che simbolicamente brucia l’inverno.