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Dall'annuncio sbagliato al messaggio anti-Trump di Farhadi: il meglio degli Oscar

Per pochi secondi dopo l’annuncio di Faye Dunaway è stato ‘La La Land’ il vincitore dell’Oscar come miglior film. Il cast festeggia fino al momento in cui Jordan Horowitz, il produttore di ‘La La Land’, annuncia dal palco che c‘è un errore: il vincitore della statuetta come miglior film è Moonlight.

Così nello sconcerto generale il regista di Moonlight Barry Jenkins sale sul palco: “Voglio ringraziare tutti quelli che sono qui dietro di me e quelli che in quella stanza ci hanno votato. Grazie per averci scelto, lo apprezzo molto”- ha detto. Moonlight è un film drammatico indipendente che racconta la storia di un ragazzo afro-americano, gay e con una madre tossicodipendente, cresciuto nei sobborghi di Miami. Il ragazzo è vittima del machismo e del bullismo dei suoi compagni.
Il regista Barry Jenkins dice: “È chiaro che molti membri dell’Academy si sono ritrovati in questa storia e per questo l’hanno voluta premiare come miglior film. Questo è veramente incoraggiante perché al centro della storia c‘è un soggetto marginalizzato. Penso quindi che l’Academy abbia voluto, premiandoci, dire che l’America ha tante facce, ci sono diverse Americhe, e tutte hanno la stessa dignità.

Damien Chazelle, vince il premio come miglior regista con ‘La La Land’, ha 32 anni, è il più giovane regista vincitore nella storia degli Oscar.

Un altro premio per ‘La La Land’: Emma Stone, come miglior attrice protagonista. Nel film interpreta un’aspirante attrice che fatica a conciliare sogni di carriera e vita privata. ‘La La Land’ vince anche gli Oscar per fotografia, colonna sonara, miglior canzone originale e miglior scenografia. In tutto 6 statuette.

Casey Affleck dopo aver abbracciato il fratello Ben Affleck sale sul palco per ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista; il film è ‘Manchester by the sea’; Affleck interpreta il ruolo di un custode depresso e scontroso.

L’Oscar come miglior film straniero va all’iraniano Asghar Farhadi per il film ‘Il Cliente’. L’ingegnere spaziale Anousheh Ansari, americana di origini iraniane, ha letto un messaggio del regista, assente in segno di protesta contro le politiche migratorie di Trump.

Un estratto del messaggio: “Dividere il mondo tra noi e i nostri nemici crea paure. Una falsa giustificazione per aggressioni e guerra. Queste guerre ostacolano la democrazia e l’evoluzione dei diritti umani in Paesi che sono stati già vittima di aggressioni. I registi possono usare il loro lavoro per catturare le qualità umane condivise e rompere gli stereotipi di nazionalità e religione. Creando empatia tra noi e gli altri. Questo è ciò di cui oggi abbiamo bisogno più che mai. Grazie da parte di Farhadi”.
Il film racconta la storia di una coppia alle prese con sentimenti di vendetta e dolore dopo lo stupro di lei da parte del cliente di una prostituta che abitava nell’appartamento appena preso in affitto dalla coppia.

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