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Ginevra, in salita i negoziati sulla crisi siriana

L'opposizione considera la transizione politica l'unica via per contrastare il terrorismo

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Ginevra, in salita i negoziati sulla crisi siriana

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Bilaterali impossibili, opposizione e emissari del governo che comunicano tramite dichiarazioni alla stampa, difficoltà anche a stabilire un ordine del giorno. Sempre piu’ difficili i colloqui di pace di Ginevra sulla crisi siriana. L’inviato speciale dell’Onu Staffan De Mistura ha incontrato per due ore la delegazione governativa capeggiata da Bashar al-Jaafari che alla fine ha detto: “Durante questa tornata di colloqui abbiamo parlato della forma che devono prendere gli incontri nei prossimi giorni, abbiamo discusso dei problemi relativi all’organizzazione dei negoziati”. A Ginevra sono presenti anche i gruppi dell’opposizione siriana che vorrebbero la deposizione di Assad:
“Noi vogliamo una transizione politica in Siria, perché è solo attraverso questo passaggio che possiamo unire le forze per combattere contro il terrorismo. Mentre il regime collabora col terrorismo, noi siamo le prime vittime perché stiamo combattendo le forze di Assad, di Al -Qaeda, al-Nusra, e altri” – ha detto Nasser Al-Hariri della Coalizione nazionale siriana delle forze rivoluzionarie e d’opposizione.

Mentre l’opposizione vorrebbe la usa deposizione, il fronte del presidente non vede un futuro senza Assad e quindi anche stavolta ai negoziati si rischia il nulla di fatto.
Ecco la nostra inviata a Ginevra, FAIZA Garah: “Dopo due giorni di colloqui tra l’inviato delle Nazioni Unite e le delegazioni siriane, la vaghezza domina sovrana. Molte domande sorgono per quanto riguarda la sorte di questi negoziati, viste le grandi differenze procedurali tra i due fronti opposti della crisi siriana “.