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Ecofin, accordo contro ottimizzazione fiscale con Stati terzi


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Ecofin, accordo contro ottimizzazione fiscale con Stati terzi

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Un altro passo in avanti per contrastare le pratiche fiscali aggressive. L’Ecofin ha trovato un accordo su una nuova misura contro l’ottimizzazione fiscale delle imprese per impedire arbitraggi sulle differenze tra i sistemi di imposizioni dei diversi Stati membri e degli Stati terzi. Scopo principale: ridurre il carico fiscale complessivo.

Si tratta dell’ultimo tassello di una serie di misure, varate dai ministri finanziari dell’Unione Europea, come ha sottolineato in conferenza stampa il ministro maltese, per cercare così di prevenire l’evasione fiscale delle multinazionali, in questo caso impedendo loro di sfruttare le differenze tra due o più giurisdizioni per ridurre la loro responsabilità fiscale e seguire le raccomandazioni dell’Ocse.

Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore il primo gennaio 2020. Al momento manca ancora una lista nera di giurisdizioni non cooperative: Bruxelles ha invitato oltre 90 Stati terzi ad avviare il lavoro di verifica sulle condizioni fiscali. Il grande punto interrogativo riguarda il Regno Unito, anche in vista dell’avvio dei negoziati per l’uscita dalla Ue.

Il compromesso all’interno dell’Ecofin è stato trovato anche grazie allo spostamento dell’attuazione delle nuove norme: gli Stati hanno tempo fino al 2019 per trasporlo nelle loro legislazioni nazionali. Intanto ora sta al Parlamento europeo pronunciarsi, prima che il Consiglio dia il via libera definitivo.

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