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"Cosa ha fumato Trump?". Sfottò e polemiche dopo l'invenzione di un attentato in Svezia


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"Cosa ha fumato Trump?". Sfottò e polemiche dopo l'invenzione di un attentato in Svezia

Ogni scusa è valida per Donald Trump per fomentare la narrativa sugli immigrati terroristi. Anche gli attentati immaginari.

Sabato durante un intervento dai toni da comizio elettorale tenuto a Melbourne, in Florida, il Presidente degli Stati Uniti ha creato qualcosa di più che il semplice imbarazzo parlando di un fantomatico attacco terroristico appena messo a punto in Svezia.

La reazione di sconcerto generale ha preso innescato la giustificazione via Twitter: citavo un servizio di Fox News, ha cinguettato il Capo della Casa Bianca.

Senza appello il commento di Carl Bildt sui social-network: “Cosa si è fumato?” ha schernito l’ex-Primo Ministro svedese.

Trump è tornato a parlare della sicurezza dei confini statunitensi mettendo in relazione, in maniera fuorviante, immigrazione ed attentati in Europa. L’ambasciata svedese ha chiesto spiegazioni al Dipartimento di Stato.

“Non sono veramente sorpreso” dice Olle Walstberg, Console svedese a New York fino al 2004. “Donald Trump dice quello che gli fa comodo, che sia vero oppure falso. Ovviamente è grave che l’uomo probabilmente più potente al mondo diffonda una visione negativa della Svezia. Molti tra coloro che condividono le stesse opinioni di Trump e che vogliono chiudere le frontiere, si possono sentire incoraggiati” ha commentato il giornalista e diplomatico svedese.

“Dobbiamo lottare contro gli stereotipi” e ricordare che gli Stati Uniti difendono tutti i credo religiosi ha detto il sindaco di New York Bill De Blasio, intervenuto ieri in una manifestazione in sostegno dei musulmani e contro le politiche migratorie di Donald Trump.