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Austerità e Grecia

Il Paese sull'orlo del baratro. Fmi cauto, l'Europa contro nuove misure di austerity

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Austerità e Grecia

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In un anno caratterizzato da elezioni importanti come quelle in Francia, Germania e Belgio, a rubare la scena mediatica in Europa è ancora la Grecia e i suoi prestiti in scadenza, la prossima estate, prestiti che potrebbero avere conseguenze importanti sulla Grecia e l’eurozona.
Soprattutto dopo che il Fmi ha scritto nero su bianco che il debito greco è insostenibile e che servono sforzi da parte europea per permettere al Paese di uscire da questa empasse.

Qualche giorno fa il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici si è recato a Atene per incontrare il premier Alexis Tsipras:

“Deve esserci per i greci, che conosco e di cui sono un sincero amico, una luce alla fine del tunnel.
Non chiediamo né pretendiamo misure di austerità e nessuno le sta chiedendo; ma bisogna mettere in atto riforme equilibrate”.

A luglio per Atene scade un prestito di oltre 7 miliardi di euro.
Un anno fa, invece, per Atene scattava il 3°piano di salvataggio di 86 miliardi da stanziare nel giro di 3 anni di euro in cambio di riforme strutturali.

L’Fmi, che ritiene irrealistici gli obiettivi prefissi, chiede che la spesa pubblica non superi l’1,5% del Pil a partire dal 2018 e che ci sia un alleggerimento del debito.

La troika europea invece ha la mano leggera fissa la spesa pubblica al 3,5% del Pil e non chiede nessun intervento sul debito.

Se è facile dire che le riforme sono necessarie, è più difficile attuarle, come rileva l’Fmi, che chiede nuove misure fiscali e riforme come quella sulle pensioni. Per quanti sacrifici si possano imporre a un Paese, però, arriva un punto in cui non si può andare oltre perché non c‘è più la volontà politica o perché semplicemente non è più possibile.

In Grecia un terzo della popolazione è a rischio povertà.

Andrea Pottakis, difensore civico:

“È una delle caratteristiche di questa crisi che non ha colpito solo poveri e classe media, ma anche le classi piû agiate”.

Di fronte al fallimento dell misure di austerità, l’ipotesi di uscire dalla zona euro torna a far breccia nei dibattiti pubblici:

Robert Halver, Baader Bank:

“La Grecia non va da nessuna parte restando nella zona euro e tutti lo sappiamo.
Dovrebbe essere accordata la possibilità di uscire e bisognerebbe cancellare il debito.
Tuttavia, la cancellazione del debito in un anno di elezioni, in Germania per esempio, non sarà mai possibile politicamente. Dovrebbe la Grecia uscire dalla zona euro in un’Europa così indebolita? La Grexit sarà il primo pezzo a cadere del domino”.

Contro nuove misure di austerità parlano i dati secondo cui l’economia greca è tornata a crescere dopo anni di recessione, anche se debolemente.