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Armi: mai così tante in circolazione dalla Guerra Fredda

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Di Euronews
Armi: mai così tante in circolazione dalla Guerra Fredda

<p>L’importazione e l’esportazione delle armi è al suo apice globale dalla fine della Guerra Fredda, secondo un recente report. </p> <script id="infogram_0_how_weapons_flows_have_changed_over_last_50_years-5" title="Come è cambıato ıl flusso dı armı neglı ultımı 50 annı" src="//e.infogr.am/js/dist/embed.js?mqy" type="text/javascript"></script> <p>I transiti di armi – che includono anche missili, aerei da guerra, sottomarini e sistemi di difesa aerei- sono arrivati al massimo volume lo scorso anno dal 1990, <br /> secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (<span class="caps">SIPRI</span>).</p> <p>Gli incaricati del monitoraggio delle armi spiegano che la crescita nel volume del traffico è dovuta all’aumento della richiesta del Medio Oriente e dall’Asia. </p> <p>L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, entrambi coinvolti nel conflitto dello Yemen, sono tra i più grandi importatori di armi tra il 2012 e il 2016. </p> <p>I flussi in entrata dell’India costituiscono il 13% del totale mondiale delle importazioni, un aumento del 43% in rapporto al quadriennio 2007-2011. </p> <p>La Cina, che mantiene il primato di maggior importatore, ha diminuito i flussi in entrata negli ultimi anni, in seguito al miglioramento della produzione propria di armi. </p> <p>La stessa Cina sta acquisendo via via sempre più un ruolo di esportatore, diventando il maggior fornitore di Algeria, Pakistan, Bangladesh e molti altri Paesi. </p> <p>Ma le ambizioni cinesi di esportatore globale impallidiscono di fronte agli Stati Uniti e alla Russia che rispettivamente i cui volumi di esportazione costituiscono il 33 e il 23% del mercato. </p> <p>Tra il 2012 e il 2016 il Regno Unito si è confermato il maggior importatore di armi nonostante il flusso sia diminuito del 22% rispetto al quinquennio precedente. </p> <p>Questa decrescita riflette una tendenza generale in Europa: l’importazione di armi nel Vecchio continente è diminuita del 36% nell’ultimo quinquennio anche a causa della pressione economica che ha visto Grecia e Spagna <br /> tagliare drasticamente i loro flussi in entrata.</p>