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Nuove regole sui robot: approvato a Strasburgo un testo sull'intelligenza artificiale


Redazione di Bruxelles

Nuove regole sui robot: approvato a Strasburgo un testo sull'intelligenza artificiale

Il robot “Zora” è benvoluto nel suo ospedale a Ostenda, in Belgio. “È molto simpatico, crea una bella atmosfera”, dice un paziente. Ma il rischio è che queste macchine in futuro sottraggano lavoro agli umani. Al momento sono attivi 1,7 milioni di robot, ma la Federazione internazionale di robotica prevede che entro il 2019 ce ne saranno 11 milioni.

La terapista occupazionale Daphne Wyffels ne descrive il funzionamento: “Usiamo un tablet così la macchina fa solo quello che le chiediamo di fare. Zora è dotato di una telecamera interna per poter guardare i pazienti, ma non registriamo nulla”.

Sono in piena espansione anche i robot a uso industriale, con modelli sempre più avanzati, come quelli esposti in questa fiera nella città belga di Courtrai. Nell’Unione europea si trova il 65 per cento dei paesi con numero superiore alla media di robot industriali ogni 10 mila dipendenti.

Per alcuni politici la disoccupazione è dovuta al libero commercio e all’immigrazione, ma è l’automazione che sta cambiando il mercato del lavoro. Secondo la Banca Mondiale fino a due terzi dei posti di lavoro nell’industria manifatturiera potrebbero essere occupati da robot in un prossimo futuro.

Il 16 febbraio il Parlamento europeo ha votato per chiedere nuove regole per l’automazione, prendendo in considerazione diversi campi, in particolare in materia di occupazione, politiche fiscali e di previdenza sociale. “Bisogna tenere sott’occhio quel che accade sul mercato del lavoro – spiega la relatrice Mady Delvaux -. Quali compiti vengono assunti dai robot? Se non dovesse esserci più lavoro bisognerà pensare ad altre fonti di finanziamento. Ad esempio, non ci metteremo a tassare i robot, ma per il lavoro fatto dai robot potremmo pensarci”.

Nella proposta dell’Europarlamento si chiedono anche regole riguardanti la sicurezza, la responsabilità e la privacy, e la creazione di un codice etico e di un’Agenzia euroea per la robotica.
Tommy Deblieck, co-fondatore di Zorabots, che ha creato Zora, è favorevole a una regolamentazione più precisa: “La tecnologia sta evolvendo molto in fretta, e i governi non riescono a starle dietro. Quindi bisogna creare un codice di condotta che tutti devono rispettare, un codice etico che si potrà modificare se lo decidono tutte le parti in causa”.

Gli eurodeputati pensano che, in futuro, potrebbe essere necessario creare uno status giuridico speciale di “persone elettroniche” per i robot più sofisticati.