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Leggende nello spazio: Yuri Gagarin


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Leggende nello spazio: Yuri Gagarin

Il 12 aprile 1961 il cosmonauta Yuri Gagarin divenne il primo uomo nello spazio. Un’impresa che segnò l’inizio dei viaggi dell’uomo nello spazio.

Gagarin venne lanciato dal cosmodromo di Baikonur che all’epoca era in territorio sovietico, mentre oggi è in Kazakhstan.
Con la sua Vostock 1, Gagarin completò un’orbita della terra. Poi venne espulso dalla capsula a un’altezza di 7.000 metri e paracadutato sulla Terra.

Il volo fu un’altra vittoria sovietica nella ‘corsa allo spazio’ tra gli Stati Uniti e la Russia comunista, dopo il volo dello Sputnik 1 nel 1957. La competizione nei voli spaziali tra le due super potenze finì soltanto nel luglio 1969, quando l’Apollo 11 allunò.

In Russia, ma non solo, Gagarin continua ad essere celebrato come un eroe.
“Gagarin – assicura l’astronauta svizzero dell’ESA Claude Nicollier – occupa un posto speciale nella mente degli astronauti e dei cosmonauti. Nella Stazione Spaziale Internazionale c‘è un ritratto di Gagarin che guarda tutti gli occupanti della ISS. Ha aperto le porte dello spazio a tutti noi”.

L’ex direttore scientifico dell’ESA Roger-Maurice Bonnet ricorda la preparazione per il volo di Gagarin: “Fu davvero un’operazione con un rischio totale. Era quello che ci piaceva, quando eravamo là. Eravamo giovani. Avevo solo 24 anni e mi sembrava straordinario….e in effetti lo è stato!”

“Quando ripenso alla vita di Gagarin, ne rimango sempre colpito – aggiunge Claude Nicollier, veterano dello Shuttle – ha avuto una vita dura. Veniva da una famiglia molto modesta, aveva solo 27 anni quando ha fatto quel volo”.

La tecnologia dell’epoca era basica paragonata ai moderni equipaggiamenti. Il timore era che Gagarin morisse nello spazio.

“Non eravamo affatto sicuri che un essere umano non si sarebbe sentito davvero male – ricorda Nicollier – avevamo delle buone ragioni per immaginare che sarebbe sopravvissuto, perché Laika era rimasta viva per un po’ in orbita. Lo stesso avvenne per Ham, lo scimpanzé che utilizzarono gli statunitensi. Quindi potevamo prevedere che un essere umano sarebbe sopravvissuto, ma c’erano davvero tanti altri punti interrogativi”.

Una volta tornato sulla Terra, Gagarin venne festeggiato con parate e celebrazioni, diventando un’icona dell’Unione sovietica. “Il rischio, il successo e la faccia di Gagarin….era simpatico, era molto giovane – spiega Bonnet – era figlio di un carpentiere di un piccolo villaggio. Dunque era perfetto per Nikita Khrushchev, era veramente la dimostrazione di quello che poteva essere un cosmonauta sovietico”.

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