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La batteria virtuale


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La batteria virtuale

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Il batterista Keen Philip Robertson si siede per suonare al centro di Malmo, Svezia meridionale.

Robertson è l’ideatore del progetto Freedrum, una batteria virtuale che può essere trasportato in una tasca del cappotto. Basta un applicazione su un tablet o su uno smartphone e i sensori legati a mani e ai piedi del musicista.

I sensori rilevano i movimenti del batterista e – a seconda dell’angolo – immediatamente innescano i diversi suoni.

Il progetto Freedrum era stato lanciato nell’agosto del 2015. Lo scroso anno è stata completata con successo una campagna di crowdfunding per un totale di 584000 euro. Freedrum prevede di iniziare la commercializzazione dei dispositivi a novembre.

Un segnale musicale elettrico, detto ‘MIDI’ (Musical Instrument Digital Interface), viene inviato via bluetooth per l’applicazione collegata.

I sensori possono essere utilizzati con qualsiasi tipo di bacchette. Le batterie dei sensori possono durare circa una settimana. Ci vuole pero’ del tempo ad abituarsi, suonare in modo virtuale non è una operazione cosi’ immediata.

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