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Caso Flynn, monta la pressione su Trump: "Chiarisca i rapporti con Mosca"


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Caso Flynn, monta la pressione su Trump: "Chiarisca i rapporti con Mosca"

Cresce la pressione su Donald Trump, in seguito alla telefonata con l’ambasciatore russo che ha portato alle dimissioni del consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Alla montante richiesta bipartisan di fare chiarezza sui rapporti fra Casa Bianca e Cremlino, l’amministrazione Trump risponde: il vero problema sul caso sono le fughe di notizie.

“Il vero interrogativo – twitta Trump – è perché ci siano così tante fughe di notizie illegali da Washington. Ve ne sarebbero ugualmente se trattassi con la Corea del Nord, etc?”

“Nessun illecito, ma la fiducia è stata tradita”

“Non c‘è nulla, in quanto fatto da Flynn, che di per sé costituisca un illecito – dice il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer -. Rientrava appieno nelle sue funzioni il fatto di discutere questioni di interesse comune dei due paesi”. “I rilievi che gli muoviamo non sono di natura legale – prosegue Spicer -. La fiducia del Presidente nel generale Flynn è stata però erosa a tal punto, da indurlo ad operare un cambio”.

L’intervento integrale del portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer

Flynn: “Sono un capro espiatorio, ma se per il bene all’Amministrazione, accetto anche questo”

Stizzita la replica di Flynn, che su Twitter ha scritto di considerarsi un capro espiatorio, ma di accettare anche questo ruolo se necessario all’amministrazione Trump per andare avanti.

Il “capro espiatorio” non basta. I democratici: “Si trovino gli altri responsabili”

“Un capro espiatorio – ha indirettamente replicato a Flynn la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi – è quando una comunità che vuole espiare una colpa sceglie una vittima sacrificale, le addossa tutte le responsabilità e la allontana con sdegno. Quanto si desume dalle parole di Flynn è quindi che questa storia coinvolge anche la risponsabilità di altre persone”.

Da parte democratica la richiesta è di chiarire quali interessi servisse Flynn, parlando con l’ambasciatore russo, e perché la Casa Bianca non abbia svelato il caso appena dopo esserne stata informata dal Dipartimento di giustizia.