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Separata dai figli perché fuorilegge per 4 mesi. Messicana espulsa dagli USA


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Separata dai figli perché fuorilegge per 4 mesi. Messicana espulsa dagli USA

Espulsa perché fuorilegge per qualche settimana appena. Fa scalpore la vicenda di una donna messicana separata dai figli dopo oltre 20 anni negli Stati Uniti.


“Guadalupe Garcia de Rayos lascia due figli nati negli Stati Uniti – twitta la CNN -. Ecco quato sappiamo dell’espulsione di questa madre dell’Arizona”

36 anni, Guadalupe Garcia de Rayos è stata rimpatriata di forza nella città messicana di Nogales giovedì, in seguito a un’interpretazione letterale del DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), un programma introdotto nel 2012 dall’amministrazione Obama per evitare l’esplusione e consentire l’accesso al lavoro ai migranti, anche se irregolari, arrivati negli Stati Uniti in tenera età.

I dettagli del DACA sul sito del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti

Alla donna, condannata nel 2013 per un furto di identità di cui si era riconosciuta colpevole quattro anni prima, era stato da allora consentito di restare sul suolo statunitense, a patto che si sottoponesse a controlli regolari presso l’ufficio immigrazione. Ed è proprio nel corso di uno di questi che è stata fermata dalle autorità e rimpatriata di forza in Messico.

A giustificare la clemenza delle autorità era finora stato soprattutto il fatto che, arrivata nel Paese all’età di 14 anni, Guadalupe Garcia de Rayos aveva poi dato vita a due figli, oggi cittadini statunitensi. Al cambio di vertici alla Casa Bianca ha però fatto subito seguito anche una più rigida interpretazione della legge.

Sulla BBC l’appello di una dei figli di Guadalupe Garcia de Rayos: “Mi batterò contro l’espulsione di mia madre”

Guadalupe Garcia de Rayos risponde infatti a tutti i requisiti previsti dal DACA salvo uno: al momento della sua entrata in vigore, il 15 giugno 2012, non aveva meno dei 31 anni previsti, ma 31 anni e quattro mesi.

Un portavoce del Customs Enforcement Office, l’ufficio competente per l’applicazione della legislazione su dogana e migrazioni, ha detto che il suo caso è stato esaminato a diversi livelli ma che non vi sono basi legali perché possa restare negli Stati Uniti.

A una simile conclusione è arrivato anche il legale della donna, Ray Ybarra Maldonado, che ha definito il caso della sua assistita come un “emblema” del malfunzionamento della legislazione sulle migrazioni.

In seguito all’espulsione della donna, una serie di proteste e manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti hanno avuto luogo davanti all’ufficio immigrazione di Phoenix, la città in cui risiedeva.