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Separata dai figli perché fuorilegge per 4 mesi. Messicana espulsa dagli USA

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Di Diego Giuliani
Separata dai figli perché fuorilegge per 4 mesi. Messicana espulsa dagli USA

<p>Espulsa perché fuorilegge per qualche settimana appena. Fa scalpore la vicenda di una donna messicana separata dai figli dopo oltre 20 anni negli Stati Uniti.</p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Guadalupe Garcia de Rayos leaves two US-born children. Here's what we know about this Arizona mother's deportation <a href="https://t.co/y0lXg77DsG">https://t.co/y0lXg77DsG</a> <a href="https://t.co/pR5U19xXgp">pic.twitter.com/pR5U19xXgp</a></p>— CNN (@CNN) <a href="https://twitter.com/CNN/status/829892901933027328">10 febbraio 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br /> <em>“Guadalupe Garcia de Rayos lascia due figli nati negli Stati Uniti – twitta la <span class="caps">CNN</span> -. Ecco quato sappiamo dell’espulsione di questa madre dell’Arizona”</em></p> <p>36 anni, Guadalupe Garcia de Rayos è stata rimpatriata di forza nella città messicana di Nogales giovedì, in seguito a un’interpretazione letterale del <span class="caps">DACA</span> (Deferred Action for Childhood Arrivals), un programma introdotto nel 2012 dall’amministrazione Obama per evitare l’esplusione e consentire l’accesso al lavoro ai migranti, anche se irregolari, arrivati negli Stati Uniti in tenera età.</p> <p><a href="https://www.dhs.gov/deferred-action-childhood-arrivals">I dettagli del <span class="caps">DACA</span> sul sito del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti</a></p> <p>Alla donna, condannata nel 2013 per un furto di identità di cui si era riconosciuta colpevole quattro anni prima, era stato da allora consentito di restare sul suolo statunitense, a patto che si sottoponesse a controlli regolari presso l’ufficio immigrazione. Ed è proprio nel corso di uno di questi che è stata fermata dalle autorità e rimpatriata di forza in Messico.</p> <p>A giustificare la clemenza delle autorità era finora stato soprattutto il fatto che, arrivata nel Paese all’età di 14 anni, Guadalupe Garcia de Rayos aveva poi dato vita a due figli, oggi cittadini statunitensi. Al cambio di vertici alla Casa Bianca ha però fatto subito seguito anche una più rigida interpretazione della legge.</p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">'I will fight my mother's deportation to Mexico' <a href="https://t.co/6FKi7r9SvY">https://t.co/6FKi7r9SvY</a></p>— BBC News (World) (@BBCWorld) <a href="https://twitter.com/BBCWorld/status/829956843015458816">10 febbraio 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <em>Sulla <span class="caps">BBC</span> l’appello di una dei figli di Guadalupe Garcia de Rayos: “Mi batterò contro l’espulsione di mia madre”</em></p> <p>Guadalupe Garcia de Rayos risponde infatti a tutti i requisiti previsti dal <span class="caps">DACA</span> salvo uno: al momento della sua entrata in vigore, il 15 giugno 2012, non aveva meno dei 31 anni previsti, ma 31 anni e quattro mesi.</p> <p>Un portavoce del Customs Enforcement Office, l’ufficio competente per l’applicazione della legislazione su dogana e migrazioni, ha detto che il suo caso è stato esaminato a diversi livelli ma che non vi sono basi legali perché possa restare negli Stati Uniti. </p> <p>A una simile conclusione è arrivato anche il legale della donna, Ray Ybarra Maldonado, che ha definito il caso della sua assistita come un “emblema” del malfunzionamento della legislazione sulle migrazioni. </p> <p><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Protestor gathered yesterday outside of ICE office in Phoenix to stop Guadalupe's deportation. She was removed today to Nogales, Mexico. <a href="https://t.co/F5Dmtg4liE">pic.twitter.com/F5Dmtg4liE</a></p>— Charlene Santiago (@santiagoc_17) <a href="https://twitter.com/santiagoc_17/status/829799636529328128">9 febbraio 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>In seguito all’espulsione della donna, una serie di proteste e manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti hanno avuto luogo davanti all’ufficio immigrazione di Phoenix, la città in cui risiedeva.</p>