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Aria di "Berlinale"


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Aria di "Berlinale"

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La Berlino del cinema si è accesa.

DIETER KOSSLICK, direttore del Festival: ‘‘Spero che il pubblico colga da questi dieci giorni di festival che è bello vivere in pace con tutta la varietà di persone che c‘è nel mondo, con tutte le diverse culture, i colori e le diverse religioni. Il mondo è molto più colorato di quanto si pensi.’‘

Non poteva mancare il campione della dissidenza ai Weiwei.

Ai Weiwei, artista: “Credo che tutti i film dovrebbero fare politica, perché stiamo vivendo in un mondo che ha bisogno di una nuova voce altrimenti tutto impazzirà.”

E una nota politica è venuta già alla prima conferenza stampa della giuria. Diago Luna star di successo internazionale ha fatto un riferimento eplicito alla storia di Berlino.

DIAGO LUNA: “Sono venuto per studiare il sistema di abbattere muri, a quanto pare qui ci sono molti esperti e voglio portare il savoir faire in Messico”.

La Berlinale 2017 apre con “Django”, la storia vera del jazzista francese di origine sinti, Django Reinhardt, costretto alla fuga, durante la seconda guerra mondiale. Come cieco in mezzo alla brutalità dell’epoca, completamente assorto nella sua musica, il chitarrista geniale sente alla fine quasi il dovere di mettere in salvo il suo talento e scappa. Scappa dalla Parigi che lo idolatrava come re dello swing, scappa in Svizzera. Sullo sfondo l’esodo dei sinti, perseguitati dal regime di Adolf Hitler.

In competizione ufficiale c‘è anche l’asiatico Mr Long firmato da Sabu.
Long è un sicario professionista che accetta un incarico in Giappone ma rimane gravemente ferito. Cosi’ si rifugia in provincia, in una abitazione fatiscente, dove si prende cura del piccolo Jun, figlio di una tossicodipendente di Taiwan. In breve tempo, la notizia della gustosa cucina di Long si diffonde rapidamente in tutto il quartiere e i vicini di casa iniziano a fare la fila per gustare la sua zuppa di noodle.

In competizione c‘è anche Beuys pellicola sull’ enigma dell’arte contemporanea attraverso le opere del grande artista tedesco Joseph Beuys. Beuys confuso, ispirato, estatico, è stato una figura chiave negli anni ’60 per la rivoluzione culturale che ha condotto anche se in patria venne disprezzato. Il film è la ricerca personale dell’arte, la vita, un dibattito sui cambiamenti radicali della contemporaneità.

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