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L' apocalisse al Festival di Berlino


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L' apocalisse al Festival di Berlino

La filosofia di protesta al Festival del Cinema di Berlino quest’anno potrebbe avere una sponda in piu’, offerta da Donald Trump. Del resto il direttore della Berlinale Dieter Kosslick ha detto che il festival offrirà un commento puntuale su ciò che definisce l’“apocalisse quotidiana” della modernità. Intanto l’attenzione del pubblico si fa particolarmente forte.

Tra i film in competizione ufficiale “WILD MOUSE”. La pellicola racconta di George un giornalista di rango che viene licenziato per via dei tagli fatti dalla sua azienda editoriale. Un film sulla vendetta ambientato in Austria.

La Berlinale quest’anno rende omaggio con uno speciale Gala al giovane Karl Marx che incontra Friedrich Engels. Un film sulle profonde origini del pensiero comunista.

Nonostante l’attacco terroristico che ha insanguinato a dicembre il mercato natalizio di Berlino i fan non disertano la Berlinale.

L’apertura delle sessioni è sotto il segno della musica con DJANGO, ovvero la biopic sul jazzista Django Reinhard dell’esordiente regista francese Etienne Comar. Mentre sul fronte divi ci sarà Hugh Jackman, che porta a Berlino LOGAN, ovvero l’ultimo adrenalinico capitolo delle avventure del mutante Wolverine. Dal 9 all’11 febbraio 18 film si contenderanno l’Orso d’oro. Il Presidente della Giuria internazionale è Paul Verhoeven («Elle», «Robocop,« di base Instict »). Fra i giurati l’attrice tedesca Julia Jentsch («24 Wochen», «Sophie Scholl – Die letzten Tage»), l’artista danese Olafur Eliasson, la statunitense Maggie Gyllenhaal («Casa Bianca di Down»), il regista e attore messicano Diego Luna.

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