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Kenya: incostituzionale la chiusura del campo profughi di Dadaab


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Kenya: incostituzionale la chiusura del campo profughi di Dadaab

La giustizia del Kenya ha invalidato la chiusura del campo profughi di Dadaab, il più grande al mondo, annunciata lo scorso maggio da Nairobi. L’Alta Corte del paese africano ha giudicato la misura “incostituzionale”, in quanto “persecutoria” nei confronti di una categoria in particolare: le decine di migliaia di somali che il governo keniota avrebbe voluto rimpatriare di forza, sostenendo che fra loro si nascondano le menti di attacchi terroristici come quelli al centro commerciale di Nairobi di due anni fa.

Una posizione che il governo ha ribadito, argomentando la volontà di fare appello con la priorità della sicurezza. “La nostra prima responsabilità – ha detto il portavoce Eric Kiraithe – è nei confronti dei cittadini”.

Human Rights Watch e i paralleli con Trump


_Su Twitter, il direttore del Programma per i rifugiati di Human Rights Watch traccia un parallelo con il braccio di ferro ora in corso negli Stati Uniti, fra amministrazione Trump e giustizia. “L’Alta Corte del Kenya mostra quanto essenziale sia il ruolo del potere giudiziario, nel verificare che quello esecutivo non violi i diritti dei rifugiati. Trump dovrebbe fare attenzione”. I paragoni non si fermano tuttavia qui: la Corte d’Appello Federale che sta esaminando il controverso decreto anti-musulmani, deve infatti valutare se quest’ultimo possa considerarsi discriminatorio, perché destinato a una specifica categoria di persone, in questo caso identificata dalla religione. _

“Il rimpatrio di massa dei Somali viola il diritto internazionale”


Su Twitter il plauso di Medici Senza Frontiere, che esorta il governo di Nairobi a rispettare la decisione dell’Alta Corte

Qui un report con le testimonianze dal campo di Dadaab, realizzato da Medici Senza Frontiere

L’Alta Corte del Kenya ha inoltre ravvisato nel rimpatrio forzato e di massa degli ospiti somali del campo una violazione del diritto internazionale. “Il modo in cui il governo ha gestito le questioni legate alla sicurezza – dice la vice-responsabile regionale di Amnesty International, Michelle Kagari – ha violato gli standard da rispettare nel caso di persone che non possano più aspirare allo status di rifugiati”.

Dallo scorso maggio la chiusura del campo di Dadaab è stata più volte rimandata, ma mai eseguita. Un programma di “partenze volontarie” promosso dal governo ne ha però da allora ridotta la popolazione da 320.000 a 256.000 persone, in massima parte somali in fuga da guerra civile e violenze degli islamisti.