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Le conferme "difficili" degli uomini di Trump


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Le conferme "difficili" degli uomini di Trump

Parafrasando il titolo di un film potrebbe essere: “Tutti gli uomini del Presidente”, ma la coppia Hoffman/Redford non c’entra nulla e soprattutto non sarebbe beneaugurante per il neo eletto presidente americano Donald Trump visto che la pellicola narra delle vicende che portarono alle dimissioni di Richard Nixon. Ma le nomine di Trump per la formazione del suo Governo, stanno facendo discutere e sono fonte di polemiche a partire dall’ultima, quella di Betsy DeVos all’Educazione, eletta con un tanto curioso quanto inedito tie-break. 50 e 50 i voti in Senato e confermata grazie ad un solo voto in piu’ del Vice Presidente Mike Pence. La DeVos, miliardaria, è stata scelta da Trump per essere una forte sostenitrice, sopratttto a livello economico, delle scuole private in quanto fautrice negli States del sistema dei voucher scolastici per un sistema che, di fatto, penalizza la scuola pubblica.

IL REPORT SULLA DEVOS DELLA CNN

Altro nome caldo e accompagnato da qualche polemica è quello del Segretario di Stato Rex Tillerson confermato nei giorni scorsi come capo della diplomazia americana e subito alle prese con il ban di Trump sugli ingressi negli States, sul fronte dell’immigrazione e dei rapporti con Russia e resto del mondo. Una cosa è certa: non si è mai registrata una simile lentezza nella composizione del Gabinetto degli Stati Uniti. Con George W. Bush nel 2001 e Obama nel 2009, le caselle vuote e fondamentali per amministrare il Paese, a inizio febbraio erano per la maggior parte già riempite. Ad oggi, invece, risultano confermati solamente cinque dipartimenti per un superlavoro da parte del Senato. Ritardi dovuti alle diatribe interne tra Democratici e Repubblicani, ma anche a scelte che fanno discutere. Trump su twitter ha scritto di “ostruzione proprio da parte dei Democratici”.

IL TWEET DI TRUMP

Proprio quest’ultimi avrebbero messo un veto sulla conferma di Jeff Session al Dipartimento di Giustizia, un po’ perchè non convince la sua politica e anche come forma di “vendetta” visto che Trump pochi giorni fa aveva rimosso la Ministra della Giustizia reggente, Sally Yates, appartenente all’Amministrazione Obama, licenziata per aver ordinato al suo Dipartimento di non difendere in Tribunale il programma di Trump che sospendeva il travel ban. Ma le nottate di votazioni per il Senato non sembrano finite. Altre polemiche accompagnano la conferma di Steve Bannon, il consigliere del Presidente accusato di razzismo, secondo alcuni il vero autore del veto all’ingresso dei musulmani negli States.