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Cina sotto i riflettori alla conferenza in Vaticano sul traffico d'organi

“Traffico di organi e il turismo dei trapianti”.

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Cina sotto i riflettori alla conferenza in Vaticano sul traffico d'organi

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“Traffico di organi e il turismo dei trapianti”. La conferenza internazionale organizzata in Vaticano dalla Pontificia Accademia delle Scienze è cominciata all’insegna delle polemiche per la presenza tra i partecipanti della Cina, Paese nel quale l’espianto d’organi a detenuti e condannati a morte senza consenso preventivo era pratica comune fino a meno di due anni fa.

“L’effetto positivo è fortificare la posizione del governo attuale della Cina, del Presidente e dei Ministri e di quelli che sono venuti, che vogliono veramente cambiare e vogliono seguire la dignità umana in questo campo e cioé nel rifiuto della vendita e del prelievo degli organi dai prigionieri come è stato fatto” ha detto Monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze.

Il dottor Huang Jiefu, ex-Vice ministro della Salute cinese e ora Presidente della Commissione Trapianti di Pechino, ha spiegato l’attuale posizione del governo, pur ammettendone i limiti:

“Applichiamo la tolleranza zero. Tuttavia, la Cina è un Paese enorme con un miliardo e tre cento milioni di persone dunque sono assolutamente sicuro che sussistano alcune violazioni della legge”.

Dal 1 gennaio 2015 Pechino ha vietato il prelievo di organi dai prigionieri, ma ancora l’anno scorso un rapporto internazionale denunciava il perdurare della pratica. Il traffico non è un problema solo cinese: i migranti africani ed asiatici sono spesso costretti a pagare il proprio viaggio clandestino verso l’Europa con la vendita di un organo.