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Israele, Netanyahu in pressing su Theresa May


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Israele, Netanyahu in pressing su Theresa May

Durante la visita ufficiale di due giorni in Gran Bretagna, il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, “strizza l’occhio” all’omologa britannica, Theresa May.

Obiettivo dichiarato è ottenere appoggio per un’azione più dura contro l’Iran.

“Le opportunità derivano dal fatto che ci sia una nuova amministrazione a Washington e un nuovo Governo nel Regno Unito: ho intenzione di parlare con ciascuno di loro, al fine di stringere relazioni, a livello singolo e trilaterale”.

Mentre le immagini dello sfratto dei coloni ad Amona fanno il giro del mondo, Israele annuncia la costruzione di seimila nuove unità abitative in Cisgiordania.

Nella creazione di un fronte comune a proprio sostegno, infatti, Netanyahu difende proprio il suo nuovo programma di insediamento.

Proposito del Premier israeliano è quello di convincere il Regno Unito ad adottare una posizione flessibile, al pari degli Stati Uniti.

Lo scorso 23 dicembre, Londra aveva bollato i nuovi insediamenti come illegali, suscitando l’ira di Netanyahu, che tratterà le stesse tematiche con Donald Trump, a Washington il 15 febbraio prossimo.

Dalla Casa Bianca, intanto, fanno sapere che, sebbene non auspicabili, gli insediamenti finora non risultano essere un ostacolo alla pace.

Inoltre, come ipotizzato da alcuni leader europei nel corso del vertice di Malta, Theresa May, alla ricerca di alleati post Brexit, potrebbe essere allettata dallo schierarsi dalla parte di Netanyahu e dello stesso Trump.

Non a caso, a Parigi, in occasione della recente Conferenza di pace, Londra non aveva firmato la dichiarazione finale, sottoscritta da oltre settanta Paesi.

Il Ministro degli Esteri, Boris Johnson, aveva poi parlato di “riserve britanniche dovute all’assenza di israeliani e palestinesi” al tavolo dellle discussioni.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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