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Sospeso, per ragioni legali, il divieto d'ingresso ai musulmani negli Usa

Negli Usa un procuratore impugna l'ordine esecutivo di Donald Trump e lo fa sospendere temporalmente per presunta incostituzionalità.

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Sospeso, per ragioni legali, il divieto d'ingresso ai musulmani negli Usa

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Sempre più deciso ad andare alla guerra contro la nuova amministrazione americana e il presidente Donald Trump il procuratore generale dello Stato di Washington BobFerguson.

Vicino al partito democratico, ma stimato anche a destra, Ferguson ha lanciato un’azione legale contro Trump per bloccare l’ordine esecutivo che sospende l’ingresso in America per gli immigrati da sette paesi a maggioranza musulmana. È tra i 16 procuratori generali che hanno sottoscritto una dichiarazione che definisce il provvedimento “anti americano e illegale”.

A Ferguson però un giudice federale di Seattle, un conservatore nominato da George Bush, ha dato per ora ragione, provocando la temporanea sospensione del provvedimento presidenziale.

Se Ferguson dovesse ottenere una vittoria completa da parte dei giudici, l’ordine esecutivo verrebbe invalidato dappertutto. Un braccio di ferro che certamente continuerà con la Casa Bianca che è decisa a dare battaglia. Ferguson ha dietro di sé, oltre a un forte sostegno dell’opinione pubblica, anche giganti come Amazon ed Expedia che hanno più volte denunciato come l’ordine esecutivo di Trump danneggi le loro operazioni e i loro impiegati, molti dei quali sono musulmani.