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Crisi politica in Romania, dopo la depenalizzazione dei reati di corruzione il ministro della giustizia lascia tutti i poteri al suo vice

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Di Euronews
Crisi politica in Romania, dopo la depenalizzazione dei reati di corruzione il ministro della giustizia lascia tutti i poteri al suo vice

<p>Si aggrava la crisi politica in Romania dopo l’approvazione da parte del governo a guida socialdemocratica di un decreto per depenalizzare i reati di corruzione e abuso d’ufficio.</p> <p>L’opposizione chiede le dimissioni del governo e la maggioranza traballa, con l’esecutivo che accumula defezioni. Dopo l’annuncio di <a href="http://it.euronews.com/2017/02/02/romania-il-ministro-delle-sviluppo-economico-annuncia-le-dimissioni">dimissioni da parte del ministro dello sviluppo economico</a>, tocca al ministro della giustizia Florin Iordache che ha delegato tutti i poteri al suo vice fino a martedì. Data non casuale. La corte costituzionale, infatti, ha dato tempo a governo e parlamento fino al 7 febbraio per presentare argomenti che giustifichino le revisione del codice penale. <br /> Anche la Commissione europea ha invitato il governo rumeno a rinunciare alle depenalizzazioni. </p> <p>Ma il partito socialdemocratico, che guida la maggioranza, non arretra: <br /> “Sono deluso da questa critica perché le opinioni della Commissione europea di solito non si fondano sulla legislazione, rumena o internazionale. Tra l’altro mentre venivamo esaminati per accedere a Schengen, ci hanno chiesto di violare la nostra Costituzione, prova di cattiva fede o mancanza di professionalità” – così Eugen Nicolicea, presidente della commissione affari legali, parlamentare socialdemocratico rumeno, intervistato da Euronews. </p> <p>Alcuni politici, tra questi il leader dei socialdemocratici Liviu Dragnea, beneficerebbero della revisione del codice penale motivo per cui <a href="http://it.euronews.com/2017/02/02/romania-la-piu-grande-protesta-contro-il-governo-dai-tempi-della-rivoluzione">300mila rumeni sono scesi in piazza in decine di città</a> per protestare contro il governo.</p>