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Voci da Teheran. Il decreto di Trump visto dalla gente


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Voci da Teheran. Il decreto di Trump visto dalla gente

Teheran fa la dura e al decreto di Trump che vieta temporaneamente l’ingresso negli Stati Uniti anche ai cittadini iraniani, replica facendo quasi finta di niente. Se dalla politica arrivano reazioni indignate e il pluripremiato regista Asghar Farhadi annuncia che boicotterà la cerimonia degli Oscar, nelle vie della Capitale ci si lamenta al massimo delle ripercussioni sulle visite dei parenti, emigrati oltreoceano.

“I miei genitori vivono negli Stati Uniti – ci racconta un residente – e prima tornavano regolarmente. Questo decreto per noi rappresenta un vero disastro: vedersi ora sarà molto più complicato. Al momento non possiamo neanche immaginare quando potremo di nuovo tornare a incontrarci”.

Se ai 400.000 iraniani che ufficialmente vivono negli Stati Uniti, il decreto di Trump complicherà sensibilmente la vita, alla Camera di Commercio c‘è chi non si dice toccato. “È da anni che non intratteniamo rapporti con gli Stati Uniti – ci dicono -. Figuriamoci quindi cosa possa oggi significare un divieto temporaneo ai cittadini iraniani a entrare nel Paese: per l’economia e il commercio assolutamente niente”.

A risentirne, secondo il nostro corrispondente Javad Montazeri, potrebbero però essere gli equilibri interni. “Proprio quando le relazioni fra Stati Uniti e Iran stavano vivendo una fase di disgelo grazie all’accordo sul nucleare – dice -, le recenti iniziative di Trump hanno complicato la situazione e la posizione del Presidente Hassan Rouhani, rispetto ai suoi critici. L’interrogativo principale è quindi ora chi trae davvero beneficio da questo nuovo quadro: gli Stati Uniti, l’Iran, o gli estremisti di entrambi i paesi?”.

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