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Quella chiocciola che separa Trump dall'Ue

Il disprezzo espresso più volte da Donald Trump nei confronti dell’Unione europea potrebbe essere colpa di una chiocciola irlandese.

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Quella chiocciola che separa Trump dall'Ue

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Il disprezzo espresso più volte da Donald Trump nei confronti dell’Unione europea potrebbe essere colpa di una chiocciola irlandese.

Non è un mistero che il neo presidente Usa non ami le istituzioni europee: più volte ha definito la decisione del Regno Unito di lasciare l’Ue una “cosa meravigliosa”. Tutto sembra risalire a un evento recente, che Trump ama raccontare e in cui si fondono la sua passione per i muri, i suoi sbandamenti sui cambiamenti climatici e un minuscolo mollusco.

Nel 2014 Donald Trump ha acquistato a Doonbeg, in Irlanda, un albergo, il Trump International Hotel, e un campo da golf. Ha poi chiesto al Clare County Council il permesso di costruire una diga di 2,8 chilometri, alta 4 metri e larga 20 perché “L’aumento del livello dei mari e l’aumento della frequenza delle tempeste e l’energia delle onde associati al riscaldamento globale può aumentare il tasso di erosione”, si legge nel progetto presentato dalla stessa persona che ritiene l’effetto serra una bufala inventata dai cinesi.

Un progetto che però non è andato in porto: lo scorso dicembre la richiesta d’autorizzazione è stata respinta . Tra le ragioni: il muro irlandese di Trump avrebbe messo in pericolo una chiocciola lunga 2 millimetri, la Vertigo sinistrorso minore , protetta dalla Direttiva Habitat dell’Ue.

Lui non l’ha presa bene, pare. E che le ragioni del suo astio verso l’Ue siano da ricercare in quest’episodio, o in altro, Trump non perde un’occasione per attaccare l’Europa: ha previsto che la Brexit avrà un effetto valanga su altri paesi; ha minacciato le compagnie europee di imporre dazi sulle importazioni; e criticato con forza la politica europea sull’immigrazione .

L’Ue dal canto suo rilancia: il presidente del Consiglio Donald Tusk ha incluso il presidente Usa nella lista di quelle che considera come minacce per l’Unione, accanto a Cina, Russia e l’autoproclamato Stato Islamico.