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La Fake News. Sul web si apre la caccia alla bufala


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La Fake News. Sul web si apre la caccia alla bufala

La fake news, questo mostro in grado di piegare il volere degli elettori e di rovinare l’onorabilità dei politici o delle celebrità.

Dopo la campagna per le presidenziali negli Stati uniti e le accuse fatte agli hacker russi di aver influenzato il voto, il mondo dell’informazione è improvvisamente partito lancia in resta contro i siti che diffondono notizie non verificate.

Il Parlamento britannico ha deciso di avviare un’inchiesta su questo fenomeno che vede come una minaccia per la democrazia.

Una preoccupazione condivisa dalla giornalista del Washington Post Anne Applebaum :

Il fenomeno della diffusione di storie inventate è sempre esistito, oggi parliamo della possibilità per i Paesi, i partiti politici o gruppi di interesse di organizzare intere reti per diffondere fake news, siti web che ne producono, altri siti che le fanni diventare virali e campagne ad hoc sui social network.

In Germania, la notizia su una chiesa data alle fiamme da centinaia di musulmani è stata condivisa 17mila volte su facebook, ma era falsa. Così è nato il gruppo Correctiv , composto da giornalisti che verificano le informazioni che appaiono su Facebook.

David Schraven ne fa parte:

Ci interessiamo alle informazioni che appaiono sul network e le verifichiamo. Nel caso siano false, su Facebook, apparirà una piccola finestra per informare gli utenti che quella news è stata verificata ed risulta falsa.

Altro esempio, in Francia, il quotidiano Le Monde lancerà giovedi uno strumento, Decodex, per verificare l’affidabilità dei siti su internet.

Il giornale ha già classificato più di 600 siti in ordine di affidabilità.

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